Cialente replica «Ecco come sono andate le cose»
L’AQUILA. Sulla questione striscioni rimossi Cialente scrive su Facebook: «Mi sono molto arrabbiato e sono molto rammaricato per la vicenda degli striscioni rimossi. E' successo quanto segue,...
L’AQUILA. Sulla questione striscioni rimossi Cialente scrive su Facebook: «Mi sono molto arrabbiato e sono molto rammaricato per la vicenda degli striscioni rimossi. E' successo quanto segue, riferitomi in questo istante dal Dirigente del Settore Tributi. Sono arrivate, all'ufficio tributi, segnalazioni anonime che denunciavano la presenza di uno striscione "pubblicitario" che non era autorizzato, in altre parole abusivo. Gli operai dell'ufficio affissioni hanno fatto l'intervento di rimozione, cosa che a detta del Dirigente, si farebbe sempre (non sono sicuro che ciò avvenga di solito e con tanta solerzia, controllerò meglio da oggi in poi.) Gli operai hanno pertanto rimosso lo striscione. Ho spiegato al Dirigente, invitandolo a prestare per le prossime occasioni più attenzione, che quello striscione, come quelli che compaiono ormai come un appuntamento alla curva dello stadio, non sono pubblicitari, ma sono un mezzo di espressione di alcuni cittadini, soprattutto giovani, che di volta in volta esprimono solidarietà, rabbia, prese di posizione su vicende drammatiche o comunque importanti del paese, o gioia per un evento sportivo. Altro che striscioni pubblicitari!!! Ho pregato il dirigente di cercare di recuperare gli striscioni. Sperando non siano stati distrutti. Mi spiace per i Rba, e per i cittadini, che potrebbero sospettare che in questa città ancora non ci si è accorti che il muro di Berlino è caduto esattamente 25anni fa. Ma poiché non sono nato ieri, e sono sempre abituato a chiedermi il perché accadono le cose, che non accadono mai per caso (non credo al Fato dagli anni in cui ho studiato Omero), ritengo che l'operazione sia stata ben organizzata, a partire dalle ripetute segnalazioni anonime, per finire a chi ha oggi denunciato la vicenda con tanta "indignazione" e clamore, ben prima della giusta reazione dei ragazzi dei Rba».

