Cialente si appella a Mattarella

24 Luglio 2015

Caso sfratti. Il sindaco: lo Stato si prenda le proprie responsabilità

L'AQUILA. «La situazione sociale della città è gravissima e adesso lo Stato dovrà assumersi le proprie responsabilità».

Dopo il caso del moroso del progetto Case trovato in stato di incoscienza, dopo aver assunto farmaci, dai tecnici comunali durante uno sgombero esecutivo, il primo cittadino dell'Aquila, Massimo Cialente, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle maggiori istituzioni dello Stato «per mettere tutti di fronte ai propri doveri». Lo rivela Abruzzo Web.

«Se lo Stato c’è batta un colpo, altrimenti lo costringerò a prendersi le proprie responsabilità» afferma Cialente che ammette di sentirsi ormai con le spalle al muro «in un corto circuito istituzionale di responsabilità rimbalzate» circa le sorti degli assegnatari indigenti sfrattati dal Progetto Case.

«Siamo solo al secondo sgombero – aggiunge – la prima persona è finita alla Caritas, la seconda ricoverata in ospedale e il prefetto dice che è il Comune a doversene occupare. E con quali soldi? Non posso pagare gli alberghi a queste persone che mi costerebbero per ognuno dai 600 ai 900 euro al mese, e neppure metterle negli alloggi sfitti del Case perché la Corte dei conti mi condannerebbe di nuovo. Ormai è un assioma».

Intanto sulla questione è esplosa la protesta dei cittadini e degli assegnatari di Progetti Case e Map di cui si è fatta portavoce Andreina Pellegrini che ieri ha rivelato che c’è stata una donna che ha minacciato il suicidio perché a rischio sfratto. Sembra che la minaccia sia stata messa nero su bianco su Facebook. Per la Pellegrini siamo di fronte a una vera e propria questione sociale e «Cialente ne porta tutta la responsabilità politica».

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