Cialente: «Spesa rapida o arriva il commissario»

29 Febbraio 2016

Ricostruzione, il sindaco invita i titolari dei consorzi ad accelerare le pratiche «Abbiamo i soldi in cassa e non possiamo tollerare ritardi e inadempienze»

L’AQUILA. I soldi ci sono e vanno spesi subito. Altrimenti arriva il commissario. Con 710 milioni di euro in arrivo e altri 180 in cassa, l’avvertimento lanciato qualche settimana fa dal sindaco Massimo Cialente e dall’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano diventa un vero e proprio provvedimento, già allo studio degli uffici comunali competenti. La parola d’ordine è velocità. I ritardi nel fornire le integrazioni ai progetti e i cantieri che non partono, magari per inadempienze e litigiosità, non saranno più tollerati: verranno nominati commissari, al posto di presidenti di consorzi e amministratori di condominio che se la prendono comoda. E il sindaco ne approfitta anche per bacchettare l’opposizione, ma anche la sua maggioranza di centrosinistra, «che quando si tengono le sedute di consiglio, spesso è molto distratta». L’input gli arriva dall’ultima seduta e dalla mozione approvata, con cui si punta il dito contro il sottosegretario alla Ricostruzione Paola De Micheli: «Nel giorno in cui arrivano altri 710 milioni per continuare l’opera della ricostruzione», rimarca Cialente, «dopo che si è risolto il problema dei precari, si è ottenuta una prima legge specifica, seppure per alcuni aspetti ancora da completare, mentre si va risolvendo il problema della stesura del bilancio, il consiglio comunale “stigmatizza” il comportamento dell’onorevole De Micheli e la “convoca”, anziché invitarla a una nuova seduta consiliare». I 710 milioni bollinati dal Cipe aprono la strada a nuove richieste di contributo, mentre si attende per i primi di marzo il quindicesimo elenco, che sblocca lavori per 100 milioni, toccando anche le frazioni. Ma c’è un problema, più volte denunciato da Cialente e Di Stefano: se non si spende, non si può chiedere altro denaro fresco. «E ci sono dei condomìni o consorzi», aveva annunciato il sindaco lo scorso 15 febbraio, «che pur disponendo in banca già del 46% del contributo, non stanno partendo. Non sappiamo quali problemi abbiano, anche se a volte temiamo litigiosità o altro. Abbiamo deciso che procederemo al commissariamento, perché la città, la comunità e lo Stato, che hanno messo soldi e lavoro, pretendono che la ricostruzione vada avanti». Detto, fatto. «Se non si spende con i soldi in cassa arriva il commissario, è giusto e abbiamo già dato mandato agli uffici di studiare la forma», conferma ora l’assessore Di Stefano. «Visto che c’è un interesse pubblico, lo Stato paga e non è giusto tenere la cassa ferma, quei soldi li potremmo usare per altro». Sulla ricostruzione si gioca anche una grossa partita politica, ma il sindaco, su questo argomento, trova la sua maggioranza «distratta e a volte anche troppo benevola con l’opposizione, forse perché in questa confusione italiana certe trasversalità fanno dimenticare che in politica, sulla battaglia delle idee, si è avversari leali, ma non amichetti. Quando manca l’opposizione, e le sue proposte, diviene difficile avere una maggioranza concentrata e tesa a elaborare un ulteriore passaggio programmatico di lungo respiro. Anzi, c’è il rischio che ognuno cominci a elaborare, pensare e comparire per fatti propri. Insomma», conclude Cialente, «c’è un problema di spogliatoio, per metafora calcistica. Credo che i cittadini, molti, questa cosa l’abbiano capita e la vivano con un certo fastidio e distacco».

Romana Scopano

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