«Cialente utile, ma stia meno sui social»

Segretario Stefano Albano, che succede nel Pd aquilano?«Andiamo a congresso, come in tutta Italia. Ma qui ha un valore maggiore perché abbiamo subìto una sconfitta dolorosa e lacerante. Ma il popolo...
Segretario Stefano Albano, che succede nel Pd aquilano?
«Andiamo a congresso, come in tutta Italia. Ma qui ha un valore maggiore perché abbiamo subìto una sconfitta dolorosa e lacerante. Ma il popolo del centrosinistra e gli elettori Pd sono disorientati. C’è l’assoluto bisogno che il partito si riorganizzi e si rimetta in campo. Il congresso, se si discute su un progetto, è un’occasione straordinaria. Non interessa a nessuno, invece, se è un braccio di ferro su mozioni nazionali o persone e gruppi locali. Il tema è: fare opposizione. Lo diremo al congresso il mese prossimo: opposizione netta e identitaria. Tra quelli che vogliono insultarlo e quelli che vogliono fare la stampella a Biondi noi rilanciamo la via intermedia. Siamo alternativi al centrodestra, inadeguato, a quanto visto finora. Palumbo ha fatto bene a scrivere a Biondi. Le sue risposte sono da brividi. Se ci sono cose non chiare le dica. Deve confrontarsi. Ma non vuole farlo. O non ci ritiene degni di affrontare il confronto. O, ancora peggio, mancano le idee».
Avete perso perché...
«Per diverse cause. Per il fatto che siamo apparsi troppo arroganti e sicuri di avere già la vittoria in tasca. Dobbiamo riavviare un percorso di ascolto nel Pd, tornare tra la gente e ascoltare. Non sempre l’abbiamo saputo fare».
La rottamazione è...
«Non sono mai stato renziano. Il nostro non è un problema di giovani contro vecchi, ma di come il partito si rilancia. Fisiologicamente le generazioni devono avvicendarsi. Noi restiamo l’unica comunità politica dove ancora si discute: questo è un valore».
L’ex sindaco Cialente è ancora utile alla vostra causa?
«Certamente sì, a patto che si parli nelle riunioni e non sui social. Apprezzo la sua candidatura, al congresso scioglieremo tutti i nodi». (e.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Andiamo a congresso, come in tutta Italia. Ma qui ha un valore maggiore perché abbiamo subìto una sconfitta dolorosa e lacerante. Ma il popolo del centrosinistra e gli elettori Pd sono disorientati. C’è l’assoluto bisogno che il partito si riorganizzi e si rimetta in campo. Il congresso, se si discute su un progetto, è un’occasione straordinaria. Non interessa a nessuno, invece, se è un braccio di ferro su mozioni nazionali o persone e gruppi locali. Il tema è: fare opposizione. Lo diremo al congresso il mese prossimo: opposizione netta e identitaria. Tra quelli che vogliono insultarlo e quelli che vogliono fare la stampella a Biondi noi rilanciamo la via intermedia. Siamo alternativi al centrodestra, inadeguato, a quanto visto finora. Palumbo ha fatto bene a scrivere a Biondi. Le sue risposte sono da brividi. Se ci sono cose non chiare le dica. Deve confrontarsi. Ma non vuole farlo. O non ci ritiene degni di affrontare il confronto. O, ancora peggio, mancano le idee».
Avete perso perché...
«Per diverse cause. Per il fatto che siamo apparsi troppo arroganti e sicuri di avere già la vittoria in tasca. Dobbiamo riavviare un percorso di ascolto nel Pd, tornare tra la gente e ascoltare. Non sempre l’abbiamo saputo fare».
La rottamazione è...
«Non sono mai stato renziano. Il nostro non è un problema di giovani contro vecchi, ma di come il partito si rilancia. Fisiologicamente le generazioni devono avvicendarsi. Noi restiamo l’unica comunità politica dove ancora si discute: questo è un valore».
L’ex sindaco Cialente è ancora utile alla vostra causa?
«Certamente sì, a patto che si parli nelle riunioni e non sui social. Apprezzo la sua candidatura, al congresso scioglieremo tutti i nodi». (e.n.)
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