«Ciao Adriano, ora voli in moto nel cielo»

In tanti, composti e distanziati, per l’addio all’ex consigliere Perrotti. Don Federico: «Emblema della tenacia e dell’amore»
L’AQUILA. «Se tu potessi parlarmi mi diresti di stare sereno, che stai volando con la tua moto nei cieli». Familiari, amici, conoscenti accolgono con commozione e un applauso le parole di Ettore Perrotti, il fratello di Adriano scomparso fa a causa del Covid. Una folla composta, distanziata, 180 persone, non una di più, si è ritrovata a San Bernardino per l’ultimo saluto al 56enne ex consigliere comunale da anni bloccato su una sedia a rotelle.
Dietro al feretro c’è il gonfalone della città dell’Aquila, in un angolo l’assessore comunale Carla Mannetti con la fascia tricolore. Fuori, insieme a chi non trova posto in chiesa, ci sono alcune moto accanto ai loro padroni. Sono tutte da cross, con le ruote tassellate per andare fuoristrada. Somigliano a quella moto che, più di 30 anni fa, aveva tradito Adriano lungo una strada sterrata vicino a Coppito. «Ma noi dobbiamo dire grazie per averci donato Adriano», dice don Federico Palmerini nella sua omelia. Per ricordare la tenacia di Perrotti, il sacerdote ricorre all’esempio biblico della «pazienza di Giobbe»: «Adriano era una eco della tenacia di Giobbe, la certezza che l’ultima parola non poteva essere data a quello che gli era capitato addosso. Il suo esempio dimostra che si può trovare vita, amore e bene in ogni condizione». «Pur con tutte le difficoltà abbiamo visto armonia nella sua esistenza, e questo ha fatto tanto bene a tanti». Da consigliere, e anche dopo il mandato, Perrotti si è battuto contro le barriere architettoniche. «Quelle fisiche», ricorda don Federico, «e anche quelle che ognuno di noi ha in testa. Adriano aveva una marcia in più, l’amore che aveva ricevuto lo aveva restituito moltiplicato. Del resto», ricorda il celebrante, «anche Gesù ha salvato il mondo con mani e piedi bloccati». «Aveva una parola di conforto per tutti», ricorda il fratello Ettore, «la prova che con la tenacia, la testardaggine e l’abnegazione di Adriano niente è impossibile». (r.p.)
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