«Cibi scadenti e mal conservati»

Allarme del sindacato Uil Pa che chiede alla direzione di intervenire
SULMONA. Qualità di cibi serviti sempre più scadente, strutture per la cottura e la conservazione sempre più fatiscenti. Un quadro tutt’altro che roseo, quello dipinto dal segretario della Uil Pa (il sindacato di polizia penitenziaria) Mauro Nardella, all’interno della casa circondariale di Sulmona, che secondo il rappresentante sindacale potrebbe mettere a rischio la salute dei dipendenti. «La speranza, ovviamente», dice Nardella, «resta quella di non dover attendere che qualcuno si senta male perché si provveda al ripristino di normali condizioni di sicurezza e salubrità. Tradotto in soldoni, diremmo che sarebbe il caso di non chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati». Da diversi giorni, segnala il sindacalista, «per non dire mesi, sono stati segnalati il mancato funzionamento delle cappe aspiranti e il cattivo funzionamento dei frigoriferi utilizzati per la conservazione degli alimenti. Potremmo sicuramente dire che sulla qualità degli alimenti serviti concorre il valore del pasto pro capite che supera di poco i 4 euro, ma che vede in soli 2 euro quelli realmente utilizzati per garantire un primo, un secondo, frutta e bevande, visto vanno sottratti i costi per il trasporto, la cottura e il guadagno della ditta che pure ci deve essere, per dare un senso a tutto. Per quanto attiene invece la conservazione degli alimenti e la loro corretta cottura non possiamo che puntare il dito contro l’Amministrazione, responsabile delle disfunzioni avendo la stessa concesso in comodato d’uso i locali e le strutture alla ditta appaltatrice». Il sindacato invita la direzione del carcere a farsi immediatamente carico della situazione venutasi a creare, «e a riportare le strutture in condizione di assoluta salubrità».
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