Ciccozzi: «Erba e pericoli Poggio di Roio non rinasce»
L’AQUILA. «Il paese antico – nucleo storico dell’attuale Poggio di Roio, uno dei borghi più colpiti dal terremoto del 2009 – oggi somiglia a un parco archeologico che d’inverno assume un aspetto...
L’AQUILA. «Il paese antico – nucleo storico dell’attuale Poggio di Roio, uno dei borghi più colpiti dal terremoto del 2009 – oggi somiglia a un parco archeologico che d’inverno assume un aspetto brullo e nel periodo primaverile si trasforma in un giardino di fiori». Lo scrive Fulgenzio Ciccozzi, storico di Roio, che continua: «Tra il giallo floreale e i ciuffi d’erba, emergono qua e là porte divelte e stipiti di pietra distesi a terra che, insieme a residui di muri di case, formavano il paese che abbracciava il colle. Il luogo, che presta il fianco al monte Serra, nasconde punti di pericolo. Un esempio è l’imboccatura di un fabbricato adiacente a corso Umberto, priva di sbarre o rete di protezione. A monte, invece, si sono formati dei buchi dovuti al parziale crollo, causato dal sisma del 2009, delle volte a botte delle cantine incastonate nella roccia sottostante. Tali pericoli, privi di segnaletica, sono difficilmente identificabili data l’esuberanza della vegetazione spontanea che cresce folta. Le uniche cose che riportano a un recente passato sono le pietre disposte come lapidi, le quali recano dei sigilli identificativi, ormai completamente illeggibili, rovinati dagli agenti atmosferici. Per ora, il “com’era”, che ha tracciato anche le linee guida della ricostruzione dei piccoli borghi, ha lasciato un vuoto che non potrà essere colmato dalle rare case ricostruite e soprattutto da una natura che ha capito la debolezza dell’uomo e si è insinuata tra le crepe del presente scavando un solco tra il passato e il futuro. Una natura, comunque, che proprio in questo periodo mostra il meglio di sé ricordandoci la bellezza di questo altopiano».

