Ciciotti: faccio gli interessi della comunità

23 Settembre 2017

Inchiesta di Capistrello, il sindaco difende l’operato della giunta. E lancia accuse alla Fantozzi 

CAPISTRELLO. Parole nette per difendere l’immagine del Comune di Capistrello, dove si è lavorato per il «bene del paese» e per perseguire «gli interessi della comunità». Il sindaco Francesco Ciciotti rompe il silenzio dopo giorni. Prima replica alla consigliera Alessia Fantozzi che ha annunciato il suo definitivo addio alla maggioranza, poi affronta il tema dell’inchiesta sugli appalti e gli affidamenti fatti dalla pubblica amministrazione. Inchiesta che ha portato all’acquisizione di documentazione in municipio da parte dei carabinieri, su disposizione del pm Roberto Savelli. «Continuiamo ad assistere sconcertati alle dichiarazioni del consigliere Fantozzi», sottolinea Ciciotti, «che oltre a dimostrare scarsa conoscenza della realtà dei fatti che la riguardano, nella triplice veste di cittadina, di mamma e di consigliere comunale, dimostra anche come sia completamente condizionata da qualcuno a cui preme soltanto continuare a mettere in cattiva luce l’amministrazione comunale per tutte le iniziative positive sinora intraprese e che i cittadini apprezzano e giudicano utili per la comunità».
Aggiunge il sindaco: «Ricordiamo al consigliere in questione, nel caso lo avesse dimenticato, che ha fatto questa scelta due anni fa. Pertanto, della maggioranza lei non ha mai fatto parte e non certo per nostra scelta». Poi un cenno al caso delle scuole: «Appare evidente a chi fa simili dichiarazioni che le decisioni adottate dall’amministrazione, con gradimento espresso dai genitori, sia per il servizio di trasporto scolastico che per il trasferimento provvisorio degli alunni in via Pertini ad Avezzano, hanno scompaginato i piani di qualcuno, ovvero demolito la credibilità di quest’ultimo, per tutte le non verità che ha messo in campo».
«Quest’amministrazione», riprende Ciciotti, «è costituita da persone per bene e da tecnici laboriosi, che vivono del proprio lavoro e hanno rinunciato anche ai compensi spettanti agli amministratori per dimostrare come si può fare buona politica senza vivere di politica».
Quindi l’inchiesta: «Siamo a totale disposizione degli inquirenti, ribadendo con forza che abbiamo sempre lavorato per il bene del paese e per il perseguimento degli interessi della collettività. La messa alla berlina non sarà consentita a nessuno, e faremo di tutto per proteggere la nostra onestà e la credibilità del Comune. Chi ha tentato o tenterà di gettare fango sulle nostre facce e sul Comune, per scopo politico o per rancori personali, dovrà prima o poi renderne conto, oltre che agli elettori, anche alla propria coscienza. Nessuno si erga a giudice sulle vicende relative all’acquisizione di atti da parte della magistratura, per fatti scaturiti dalle solite denunce di ignoti. E non essendoci a oggi nessun indagato, né tantomeno nessun imputato, invito chiunque ad astenersi da commenti personali». (r.rs.)
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