Ciclista investito, l’automobilista patteggia

La tragedia di Mauro Mannucci: un anno e 4 mesi per un 54enne di Barete, decisiva una perizia
L’AQUILA. Si è chiuso con un patteggiamento davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, la vicenda giudiziaria legata alla morte di Mauro Mannucci, il 32enne investito e ucciso in bicicletta sulla statale 80, al bivio per la superstrada di Pizzoli, il 2 settembre 2021.
Augusto Mosca, 54enne di Barete, alla guida dell’auto che ha travolto il giovane, ha patteggiato una pena di un anno e quattro mesi di reclusione. Decisiva la relazione depositata dal perito del pm, il geometra Cristian Ruggeri, secondo il quale nessuna responsabilità è stata rilevata a carico del ciclista lasciando, al contrario, profili di colpa al conducente. Secondo la stessa perizia, «Mauro Mannucci era pienamente visibile» all’automobilista nel momento di svoltare a sinistra e immettersi nella statale 80.
L’avvocato dell’automobilista aveva depositato un documento peritale di parte secondo il quale l’urto sarebbe avvenuto all’interno della statale 260, cioè a manovra quasi terminata e con la velocità di Mannucci superiore rispetto a quella stabilita dal perito. Ruggeri, invece, ha sostenuto la tesi basata sulle responsabilità di Mosca: anche una «generica imprudenza da parte del ciclista», si legge nel documento, «non sia rilevante ai fini della colpa in quanto comunque inevitabile nella fase culminante l’urto stante la repentina manovra di svolta dell’autovettura che occupava e ostruiva la corsa opposta e la regolare traiettoria del ciclista». Inoltre, l’arrivo del giovane in bici era «pienamente visibile» da Mosca che, sempre secondo la perizia, «non ha concesso tempo e spazio per evitare l’impatto seppure il ciclista si trovasse già in fase di rallentamento». In aula presente anche la famiglia di Mannucci, caporal maggiore dell’Esercito in servizio al Nono Reggimento Alpini dell’Aquila.
Nel punto dove avvenne l’incidente, i comuni dell’Aquila e di Pizzoli, insieme all’Anas e al Provveditorato alle Opere pubbliche, hanno realizzato una rotatoria per garantire la sicurezza di ciclisti e automobilisti ed evitare altri incidenti.
La morte di Mannucci aveva causato grande dolore e sgomento in tutta la comunità aquilana. (l.p.)
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