Cifone: il bando non è stato cambiato a Medicina 98 posti

17 Luglio 2015

La direttrice del dipartimento: attendiamo la modifica Attacco alla rettrice Inverardi: l’università è in agonia

L’AQUILA. «Il bando per le iscrizioni alle facoltà di Medicina è stato pubblicato e, nonostante le numerose rassicurazioni, all'Aquila risultano disponibili solo 98 posti». A lanciare l'allarme è la direttrice del dipartimento di Medicina, Maria Grazia Cifone, che specifica: «Il 7 settembre ci sarà il test d'ingresso. Se la rettifica non arriverà per quella data, non potremo fare più nulla». Il Ministero, con decreto numero 463 del 3 luglio 2015, ha infatti ridotto i posti per gli studenti drasticamente (portandoli dalla richiesta avanzata dalla facoltà di 120 a 98), prima di ripensarci e parlare di "refuso" e di "errore tecnico". A rassicurare, in tal senso, sono stati sia la rettrice, Paola Inverardi, sia il sindaco Massimo Cialente. «Un nulla di fatto, per il momento» secondo la Cifone, che ieri, in occasione della prima riunione del Senato accademico, ha anche avanzato dubbi riguardo la sua legittimità. «Sono stata esclusa dall'elettorato passivo del Senato, senza una motivazione» spiega «il mio dipartimento è l'unico a non essere rappresentato all'interno dell'organo. Il Senato dovrebbe essere composto da 27 membri, per Statuto, mentre attualmente ce ne sono 26. Dei sette direttori di dipartimento ne manca uno». Considerando la composizione del Senato, anche il consiglio di amministrazione eletto ieri dallo stesso organo potrebbe essere illegittimo, secondo la direttrice. «Farò richiesta, ancora una volta, delle motivazioni di questa mia esclusione» prosegue la Cifone «e se ci saranno gli estremi, non escludo un ricorso». Ma la preoccupazione della direttrice è a più ampio raggio. «Siamo in un Ateneo in agonia» dice «stiamo perdendo pezzi giorno dopo giorno. La riduzione dei numeri di Medicina equivale di fatto ad una riduzione dei posti letto nei reparti ospedalieri».

La Cifone vuole commentare anche l'introduzione del numero programmato di alcune facoltà, come Psicologia e Scienze biologiche. «Non è assolutamente vero» afferma «che l'introduzione degli sbarramenti era obbligatoria, altrimenti lo stesso ragionamento si sarebbe dovuto fare per altre facoltà dell'Ateneo. Anzi, considerando l'alto tasso di abbandono dopo il primo anno degli studenti iscritti a questi corsi era forse il caso di mantenere l'accesso libero a tutti». A proposito di "refusi", la Cifone ricorda anche di aver evitato la riduzione di posti di Odontoiatria da a 25 a 10. Infine, a suscitare dubbi c'è la decisione del Ministero di dare due posti per la specializzazione di Neurochirurgia all'Ateneo di Chieti e uno solo all'Aquila: «Quando tutti sanno che a Chieti non c'è neanche un docente specifico della disciplina, requisito fondamentale per attivare la scuola di specializzazione».

Michela Corridore

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