Cimitero, 3mila salme da spostare

27 Ottobre 2016

Cialente: operazione dolorosa ma necessaria per poter eseguire i lavori, ora servono altri 5,4 milioni

L’AQUILA. «Quando le cose diventano complicate è giusto che sia il sindaco ad occuparsene in prima persona». Così ha esordito il sindaco Massimo Cialente nella conferenza stampa voluta per illustrare lo stato dell’arte del cimitero monumentale dell’Aquila, dove a oltre sette anni dal terremoto, ci sono ancora zone “interdette” e calcinacci da rimuovere, e degli altri venti distribuiti nelle frazioni. Una fotografia ancora impietosa dell’esistente, per quel che riguarda L’Aquila, giustificata dalla mancanza di fondi per poter eseguire una serie di operazioni propedeutiche all’avvio dei lavori nelle aree più devastate. Ma Cialente, affiancato dalla dirigente Enrica De Paulis, ha anche snocciolato una lunga serie di dati sugli interventi già eseguiti, in corso o in fase di progettazione, ammettendo però «la grande insoddisfazione tra i cittadini» e dunque la sua decisione di occuparsi in prima persona del settore, dopo aver ritirato la delega a Capri «fin troppo carico di cose di cui occuparsi».

«Sono stati eseguiti lavori di manutenzione per oltre 850 mila euro in 16 dei cimiteri dislocati nelle frazioni», ha aggiunto Cialente. «A Santi di Preturo, Filetto e Camarda abbiamo progetti di ampliamento per circa 1 milione e 200 mila euro». Quindi la questione spinosa del cimitero del capoluogo, «dove dal 2013 sono stati effettuati interventi di riparazione per 3 milioni e 195mila euro, mentre un altro milione è destinato a lavori, attualmente in progettazione, per l’ampliamento delle tombe a terra e la riparazione dell’ossario. Ma per la sistemazione completa del nostro cimitero», ha aggiunto Cialente, «serviranno ben altri interventi e ben altri finanziamenti». Il riferimento è all’edicola di San Giuseppe de Minimi, all’edificio monumentale e al monumento dei Nove Martiri Giovinetti. «L’importo finanziato dal Cipe è di oltre 4milioni, ma all’appello ne mancano altri 5,4 sia per i lavori che per spostare provvisoriamente oltre tremila salme, un’operazione terribilmente complicata ma necessaria».

La dirigente De Paulis ha spiegato, a proposito di tali interventi, «che il progetto di ripristino dell'Edicola di San Giuseppe de Minimi ha già superato l’esame della Soprintendenza e che per l’Edificio monumentale e il monumento dei Nove Martiri è in corso la preparazione della gare di progettazione».

«Ma i soldi del Cipe non bastano, tenendo conto dei costi enormi che l’estumolazione di 3.018 salme e il loro spostamento in container necessariamente comporterà», ha spiegato non nascondendo la sua preoccupazione Cialente. «Ciò con l’aggravante di dover rintracciare i parenti dei defunti e vedere con loro quante di queste salme potranno essere spostate nell’ossario o anche cremate. Nessuno ha preso in seria considerazione i costi e la complessità di questa dolorosa operazione, ma se non si spostano le salme (i nomi dei defunti verranno pubblicati anche sul sito del Comune) non possiamo ristrutturare e attualmente non abbiamo i soldi per dotarci di container provvisori». Cialente e De Paulis – con loro anche Massimo Biancone di Eadrone srl, la società che utilizza i droni per eseguire rilievi e planimetrie di dettaglio dei cimiteri – hanno poi parlato anche della gestione. «Da ora in poi i cimiteri dovranno essere curati e custoditi, anche attraverso il ricorso a project financing. E proposte in tal senso sono già arrivate per alcuni cimiteri»

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