Cimoroni: De Santis? Un segno di debolezza

15 Settembre 2017

«Il ruolo dell’opposizione è fare proposte, il programma di Biondi andava bocciato» Di Benedetto: non ho preparato emendamenti, ho parlato di tasse e memoria

L’AQUILA. «Mi sembra una cosa particolare presentare emendamenti dell’opposizione sul programma di chi è stato chiamato a governare la città. Si fanno proposte, come abbiamo fatto all’amministrazione Cialente per cinque anni».
Carla Cimoroni, unica rappresentante del gruppo L’Aquila Chiama Chi Ama L’Aquila, della minoranza in consiglio comunale, critica, anche se in maniera soft, com’è nel suo stile, l’atteggiamento del collega di opposizione Lelio De Santis (Cambiare Insieme), che ha presentato nove emendamenti – di cui quattro accolti dalla maggioranza – alle linee programmatiche presentate martedì in consiglio dal sindaco Pierluigi Biondi.
«Il programma presentato dal centrodestra non è un programma. Non dice nulla, non dà tempi certi, cosa fare e entro quando, non ci sono obiettivi definiti», dice Carla Cimoroni. «Ruolo e compito dell’opposizione è di controllare, vigilare che il programma venga rispettato da chi governa la città. Ma come facciamo, periodicamente, a verificare se quanto programmato dall’amministrazione si sta realizzando, se non è stato fissato cosa fare, come e in quanto tempo? Faccio un esempio», aggiunge la Cimoroni, «come la raccolta differenziata: nel documento presentato dal sindaco si parla di “recuperare il tempo perduto”. Siamo fermi al 36%, ma Biondi non dice che entro il 2019 si arriverà al 45%. E così via. Dire “recuperare il tempo perso” non significa nulla».
Secondo la Cimoroni «il documento programmatico va riscritto, così è un atto senza senso». E, tornando su De Santis e gli emendamenti, aggiunge: «È un programma incontrollabile, quindi gli emendamenti non servono a nulla. E non è un segnale fermo che la minoranza dà nel suo ruolo di controllore. Il documento del sindaco andava bocciato su tutta la linea».
Due parole sullo striscione che invoca giustizia per Regeni, fatto togliere dal sindaco dal balcone di Palazzo Fibbioni: «Si sta muovendo anche Amnesty e faremo una petizione. Lo striscione deve restare a Palazzo Fibbioni, perché è la casa della città».
De Santis, nella conferenza di ieri mattina, ha accennato anche a due emendamenti preparati nella notte di lunedì da Americo Di Benedetto (Pd), mai presentati. «Non ho preparato alcun emendamento», è la replica di Di Benedetto, «ho solo detto, nel corso del consiglio, che ci sono un paio di punti emendabili, come la provvisionale della Grandi rischi, la tassazione che lo Stato potrebbe richiedere – si parla di milioni – ed è carente sul discorso della Memoria per dare un segno reale per le vittime del terremoto».
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