Cinghialone ucciso e imbalsamato

Pesava 200 chili. La testa affidata al tassidermista D’Amico per la conservazione
CASTEL DI SANGRO. Caccia grossa a Castel di Sangro, dove un gruppo di cacciatori del posto ha abbattuto un cinghiale di eccezionali dimensioni. Un “solengo” di 198 chili che è stato ucciso nelle montagne tra Castel di Sangro e Alfedena, esemplare ritenuto tra i pochi di quelle dimensioni, che popolano ancora le montagne a cavallo del confine tra l’Abruzzo, il Molise e la Campania. Di norma, il peso di un cinghiale adulto può arrivare a sfiorare il quintale. Quello trovato a Castel di Sangro ne pesava 200. Tanto che il gruppo di cacciatori che è riuscito a scovarlo e a ucciderlo ha deciso di non distruggere la carcassa dell’ungulato, affidando la parte più pregiata, la testa, alle abili mani del tassidermista Vincenzo D’Amico, maestro del settore della conservazione degli animali. La tassidermia è la tecnica di preparazione e conservazione degli animali per la visualizzazione o per l’esposizione nei musei. La tecnica consiste nel trattamento delle pelli con sostanze conservative e nella successiva imbottitura che consenta di dare, agli animali imbalsamati, gli aspetti di quelli vivi. D’Amico è l’unico tassidermista presente in Abruzzo e le sue opere sono custodite in musei e nelle sedi di associazioni ed enti di tutto il mondo. Come l’aquila reale simbolo delle vette e degli alpini esposta nella caserma Rossi, in occasione dell’88ª Adunata nazionale degli alpini che si è tenuta all’Aquila dal 15 al 17 maggio del 2015. (c.l.)
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