Cinquant’anni fa la morte di Guido Piccirilli

15 Maggio 2018

Lo scrittore D’Alessandro: era avvocato, ma è stato un valorizzatore e divulgatore dell’Arte peligna

Si spegneva cinquant’anni fa, nella Sulmona dov’era nato e vissuto, Guido Piccirilli (1885-1968), figlio dell’insigne studioso di storia dell’arte Pietro. Avvocato, ma anch’egli cultore, docente e appassionato d’arte, Guido è stato un valorizzatore e divulgatore dell’arte peligna. Dopo i primi contributi dedicati a questa materia, prese parte come ufficiale di fanteria alla Prima guerra mondiale. Tornò a Sulmona, dove nel 1927 sposò Maria Poillucci, dedicandosi alla professione forense, per la quale aveva nel frattempo conseguito l’abilitazione e, in parallelo, all’insegnamento di Storia dell’arte. Pubblicata nel 1932 la Guida Storico Artistica di Sulmona (più volte riedita, con aggiornamenti, nei decenni successivi), nello stesso anno ricevette, nella delegazione civica, Maria José di Savoia in visita, quale ispettrice della Croce Rossa Italiana, in città, mentre durante l’occupazione tedesca (’43-’44) si prodigò per mettere al sicuro il patrimonio – soprattutto di argenti sacri, propri della secolare produzione medievale sulmonese – dalle mire degli occupanti, i quali in Germania ben li conoscevano, per aver avuto nel bavarese Leopold Gmelin il loro massimo studioso. Venuto a conoscenza delle particolari mire tedesche su questi tesori, di nascosto dapprima li trasferì dal Museo Civico del Palazzo dell’Annunziata a Campo di Giove; poi, mentre i tedeschi smantellavano la linea Gustav, con l’aiuto di un giovane campogiovese e col passaggio, perfino… su un camion da parte degli ignari tedeschi, dentro una valigia li riportò all’Annunziata. Socio della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, ispettore onorario alle Antichità e Belle Arti, nonché Biblioteche, Guido Piccirilli è stato figura eminente della divulgazione dell’arte peligna, negli anni in cui, favorito da nuove soluzioni tecnologiche ed editoriali, potè dare un contributo di più larga diffusione a questa materia, affrancandola dal ristretto ambito specialistico in cui aveva operato il padre. Con lui può dirsi avvenuto il passaggio ad un’offerta anche turistica delle bellezze del patrimonio peligno, anticipando di quasi un secolo il trend relativo al turismo d’arte. Particolare attenzione fu posta alla fotografia, della quale il padre Pietro era stato pioniere a fine Ottocento e che vide in Guido un attento continuatore.
*(scrittore)