Cinque sanitari rischiano la sospensione

Numeri dimezzati dopo l’ultimatum, stretta finale sul personale (anche amministrativo) senza Green pass
L’AQUILA. Si possono oramai contare sulle dita di una mano i sanitari no-vax dell’Aquila e provincia.
Dopo il primo invito della Asl a mettersi in regola, oppure a presentare la documentazione richiesta, i sanitari che non hanno ancora aderito alla campagna di vaccinazione contro il Covid sarebbero rimasti cinque. Ora la direzione generale dell’azienda, diretta da Ferdinando Romano, sta preparando un’ulteriore comunicazione da inviare ai più resistenti, così come previsto dalla procedura imposta dalla legge. Ma se anche questo inviato a completare la vaccinazione o a presentare un certificato di esenzione dovesse restare disatteso la Asl provvederà a informare i rispettivi ordini professionali di appartenenza per far scattare la sospensione.
Solo un mese fa, all’esito del primo controllo, erano 60 gli operatori sanitari, tra medici, infermieri, operatori socio sanitari e amministrativi, non ancora in regola con il ciclo di vaccinazione contro il Covid. A loro l’azienda aveva rivolto un invito scritto a presentare il referto di avvenuta vaccinazione o a fornire una valida motivazione di esenzione con tanto di certificazione medica. Dopo la prima ricognizione la lista dei sanitari no-vax della provincia dell’Aquila è stata aggiornata e il numero dei più resistenti si è sensibilmente ridotto a cinque dipendenti al massimo.
I sanitari che non hanno il Green pass e non sono esonerati saranno prima diffidati e poi sospesi dal lavoro, così come prevede la norma. (f.d.m.)
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