Cintarella, i morti non sono serviti

29 Gennaio 2016

Dopo gli incidenti che sono costati la vita a Giancarli e Di Nicola nessun lavoro è stato eseguito da allora

ORTUCCHIO. È diventata il simbolo di tutte quelle vittime della strada che hanno perso la vita mentre facevano il loro dovere, mentre andavano a lavorare oppure tornavano a casa dalla famiglia. Ma, allo stesso tempo è anche il simbolo di una burocrazia incapace di andare incontro alle esigenze più importanti dei cittadini.

Tutto questo è la Cintarella, adiacente al Centro spaziale del Fucino. Passano gli anni, aumentano gli incidenti mortali, ma per quella strada, senza guard-rail, sembra non esserci soluzione. È diventata nota negli ultimi anni per i terribili incidenti costati la vita ad Alessandro Giancarli, 23 anni di Capistrello, e solo un anno fa a Marco Di Nicola (51) di Antrosano.

Morti che forse potevano essere evitate se lungo la strada ci fosse stato un guardrail o una protezione in grado di impedire alle auto di finire nei canali pieni d’acqua. Non è bastato il grido d’allarme dei 15.560 che firmarono la petizione lanciata dal Centro grazie anche alla collaborazione dei familiari delle vittime sulla strada, degli studenti del Liceo Classico, che nel 2013 frequentavano il corso di giornalismo, e non è servita a niente neanche la catena umana organizzata dai dipendenti della stazione spaziale dopo la perdita dell'ennesimo collega e, di recente, nemmeno la presa di posizione dei sindaci dei Comuni del territorio che hanno chiesto a gran voce di avviare i lavori per la messa in sicurezza della strada.

In realtà, grazie anche a quelle firme, molto è stato fatto dalla Provincia negli anni passati. Il Fucino ha cambiato volto e le numerose rotatorie realizzate hanno cambiato la situazione delle strade principali. La Cintarella, invece, è rimasta una strada maledetta e nonostante le disponibilità finanziarie i lavori sono fermi.

Dopo un tira e molla burocratico sono state reperiti, per mettere in sicurezza una parte dell’arteria, due tranche da 581mila e 400 euro, per il tratto di tre chilometri e mezzo compresa tra la rotatoria di Strada 36 fino a Telespazio. Oltre a 300mila per un’altra parte di strada.

Il Comune di Trasacco sarà capofila del cantiere che garantirà la sicurezza ai dipendenti di Telespazio e ai residenti dei Comuni di Trasacco, Ortucchio, San Benedetto e Pescina. Sulla vicenda sono state avviate anche delle inchieste giudiziarie e procedimenti di carattere civile.

Un dirigente del Comune di Ortucchio è finito sotto processo per una presunta mancanza di interventi manutentivi. Dalla Regione, invece, hanno fatto sapere che il progetto di messa in sicurezza «è stato finanziato con fondi regionali dati alle Province, soldi derivanti da ribassi d’asta di cui, in questo caso, è titolare la Provincia dell’Aquila».

Inoltre, sempre secondo la Regione, «la convenzione con il Comune di Trasacco (soggetto attuatore) è stata firmata il 26 novembre scorso».

Il Comune di Trasacco ha trasmesso la documentazione completa alla Regione soltanto l’11 gennaio e la Regione ha autorizzato il progetto il 18 gennaio, ribadendo la necessità di realizzare l’intervento in tempi rapidissimi e chiedendo di «accelerare quanto più possibile la tempistica necessaria per la redazione delle successive fasi progettuali e di tutti gli iter approvativi e autorizzativi».

Pietro Guida

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