Cioni: l’unica strada è l’azionariato di tutti gli operatori

Il direttore della Confcommercio: a cominciare dal settore degli albergatori ognuno dia un aiuto alle due società
L’AQUILA. Celso Cioni avrebbe dovuto incontrarsi domani con i dirigenti dell’Aquila Calcio, in particolare con il direttore generale Fabio Aureli, per mettere a punto una proposta che possa aiutare la società rossoblù – ma non solo – nata la scorsa settimana proprio in un primo incontro tra Cioni, che in questo caso agisce come Ascom aquilana, e il dg rossoblù.
A prescindere se resterà alla guida Corrado Chiodi oppure se andrà a buon fine la trattativa con la cordata romana capitanata da Umberto Fioravanti, l’idea di Cioni è di un azionariato popolare, ma rivolto principalmente agli operatori economici. «Non soltanto i costruttori, ma anche commercianti e, soprattutto, albergatori», dice il direttore della Confcommercio.
«Ognuno mette una quota che ritiene opportuno e secondo le sue possibilità», specifica Celso Cioni, «perché è giusto che una città si faccia carico dello sport e non aspettare un benefattore che risolva sempre tutti i problemi. Lo sport è un veicolo sociale importantissimo. Parlo di calcio, ma anche di rugby e pure di basket, pallavolo, pallanuoto, atletica. È ovvio che le società trainanti sono quella rossoblù e quella neroverde e che creano molto indotto con i settori giovanili. L’azionariato, che non è una cifra una tantum, può servire sia al calcio, che al rugby. Se uno, ad esempio, mette 50 euro, 25 vanno al calcio e 25 al rugby».
«Abbiamo fatto la stessa cosa con L’Aquila Calcio dopo la vicenda Iannini: si fece un azionariato e i soldi furono raccolti dal sindaco, in Comune. Un imprenditore», ricorda Cioni, «mise addirittura 50 milioni. Non dico che possa essere la soluzione definitiva e che debba riuscire, ma intanto ci proviamo». L’incontro, però, deve essere rinviato perché Cioni si è “infortunato” durante la finale di calcio a 5 delle Confcommercio e Ascom d’Italia, che si è disputata a Cagliari. Cioni e altri due aquilani, Fabio Tuzi e Darek Lenhart, hanno giocato con “La squadra del presidente” e hanno vinto il titolo italiano per la sesta volta su sette edizioni. Cioni ha segnato due gol, così come Lenhart, ma il direttore della Confcommercio ha subìto una brutta entrata che gli ha messo fuori uso un ginocchio. E ora è a Roma, in attesa di sapere se dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico.
Intanto il presidente dell’Aquila Calcio, Corrado Chiodi, ieri sera ha partecipato, in qualità di imprenditore, alla riunione convocata dal presidente dell’Ance, Ettore Barattelli, per fare il punto della situazione. Anche per lo sport colorato rossoblù, i costruttori restano alla finestra, in attesa che tutto si chiarisca per l’eventuale passaggio di quote. Chiodi, dal canto suo, ribadisce che «certo, c’è bisogno di aiuto, lo sto dicendo da tempo. Ma continuo a ripetere anche che se non si dovesse chiudere l’accordo con la cordata romana, L’Aquila non fallirà, perché porteremo noi avanti il campionato».
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