Cipollone: brutta pagina politica

21 Settembre 2018

Consiglio comunale ristabilito dal Tar, l’ex vicesindaco silurato parla e attacca la presidente Cosimati

AVEZZANO. Annalisa Cipollone farà il suo legittimo ingresso in consiglio comunale venerdì 28 settembre (seduta convocata per le ore 18). A pochi giorni dalla sentenza del Tar dell’Aquila parla per la prima volta il grande silurato Emilio Cipollone, consigliere primo eletto che si era dimesso per andare a fare il vicesindaco e vittima eccellente dell’accordo De Angelis-Udc-Lega.
«La sentenza del Tar Abruzzo ha ristabilito finalmente una giustizia amministrativa violata e disattesa», sostiene Cipollone, «parlo naturalmente di giustizia alle persone e non di giustizia politica che va risistemata in altri contesti. Credo che la città di Avezzano abbia raggiunto un Guinness dei primati mai stabilito da nessun organismo politico-amministrativo, dove in una competizione entra in consiglio il terzo e non il secondo degli eletti. Non si è mai visto che un Comune, per il quale dovrebbe essere indifferente il nome di colui che occupa il posto di consigliere, si costituisca in giudizio a favore di una parte e per difenderla a scapito dell’altra. Vi sono stati funzionari e dirigenti che hanno scritto pareri e ciò per sostenere una situazione palesemente illegittima. È chiaro come il Comune abbia palesemente sbagliato e ciò fin dall’inizio, ovvero quando in spregio della sentenza del Tar Abruzzo convocava illegittimamente un consiglio comunale, il 10 marzo 2018, e manteneva ingiustamente in consiglio Francesco Paciotti e non chi ne aveva diritto, Annalisa Cipollone».
Emilio Cipollone, che non ha alcun grado di parentela con la consigliera “rieletta” dal Tar, se la prende apertamente con la presidente del consiglio comunale, Iride Cosimati. «Dov’era quando in data 10 marzo convocava Paciotti e non la Cipollone e l’attuale maggioranza si reggeva su un voto?», sostiene, «dov’era quando il Comune si costituiva contro la Cipollone negando l’evidenza? Quando lo stesso prefetto e l’Avvocatura di Stato la invitava a ripristinare la volontà degli elettori e la democrazia? Conosce la presidente del consiglio che la legge prevale su tutto? Questa sentenza», conclude l’ex vicesindaco, «da un parte mi lascia soddisfatto, perché un giudice non esiste solo a Berlino; da oggi possiamo coniare un’altra frase: esiste un giudice all’Aquila. Rimane però l’amarezza per questa brutta vicenda che è stata subita non da singole persone ma da tutti coloro che si sono riconosciuti nei valori e nei principi della lista Innovazione. Anzi, possiamo sostenere che questa brutta vicenda l’abbia subita tutta la città di Avezzano. Mi auguro che mai più ciò possa avvenire di nuovo». (r.rs.)
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