Cipolloni e De Angelis, scontro aperto

L’Udc fa muro sulla poltrona di vicesindaco: «Ora dipende dal primo cittadino». Il rischio è lo scioglimento del consiglio
AVEZZANO. Lino Cipolloni, in linea con le indicazioni del gruppo consiliare Udc, diserta anche la seconda riunione di giunta. Lo scontro sulla partita delle deleghe pesanti e la poltrona da vicesindaco tra i due partiti di centrodestra, che rischia di essere letale per la sopravvivenza dell’amministrazione De Angelis, resta al livello più alto.
Per l’ex vicesindaco, Cipolloni, l’assenza alle riunioni di giunta «rispecchia la volontà» dei consiglieri centristi, Luigia Francesconi e Marco Natale. «Finché non c’è un chiarimento concreto e reale con il gruppo Udc», afferma l’assessore in stand by, «con il quale il sindaco aveva preso impegni precisi per la figura del vicesindaco, non posso sedermi al tavolo. Essendo quella scelta una prerogativa del primo cittadino, Gabriele De Angelis l’aveva presa: se poi ora vale la logica del veto, ma le persone vanno salvaguardate, potremmo fare la stessa cosa e non ne usciremmo più».
Poi, Cipolloni punta verso Forza Italia, assente alle elezioni del 2017 dove l’Udc conquistò il 10% dei voti – prima forza politica a Palazzo di città – e 3 consiglieri comunali, mentre l’allora Forza Avezzano portò in assise civica solo l’attuale capogruppo: Giancarlo Cipollone. «Con la campagna acquisti», sottolinea Cipolloni, «ha stravolto gli equilibri, ma anche con i nuovi numeri non può avere il sindaco, il vicesindaco mascherato (Crescenzo Presutti) e due assessori (Fabiana Marianella e Agata Spera), né dovrebbe mettere veti. Il Cencelli è una semplice operazione numerica. Se applicato realmente ci sono altri gruppi che hanno figure importanti, con un peso eccessivo».
Seppur senza citarli, Cipolloni sembra chiamare in causa Iride Cosimati e Maurizio Gentile: due consiglieri, gli stessi dell’Udc, sovradimensionati: oltre alla presidenza del consiglio, hanno espresso l’assessore Francesca Novella.
L’ex vicesindaco, primo eletto dell’Udc con oltre 400 voti, non si spinge oltre, ma senza un chiarimento definitivo del sindaco con il gruppo Udc, la linea sul consuntivo, vitale per la sopravvivenza dell’amministrazione, sembra tracciata. «I consiglieri», conclude Cipolloni, «pretendono il rispetto degli impegni. La partita è nelle mani del sindaco». Insomma, se non verrà «restituito il maltolto» al partito, ovvero il vicesindaco, i centristi non sembrano intenzionati a scendere dall’Aventino: e con i numeri da brivido della maggioranza, ridotti al lumicino, il rischio di mettere fine all’amministrazione De Angelis con 3 anni di anticipo, a qualche settimana dall’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il 750° anniversario della battaglia tra Corradino di Svevia e Carlo d’Angiò, è altissimo.
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