Cisal: sui call center il ministro Poletti intervenga sull’Inps

2 Dicembre 2017

L’AQUILA. «La proroga della scadenza della commessa era scontata, visto l’enorme ritardo nella gestione della gara. Non è una concessione». Lo sottolinea Venanzio Cretarola, presidente dell’associazio...

L’AQUILA. «La proroga della scadenza della commessa era scontata, visto l’enorme ritardo nella gestione della gara. Non è una concessione». Lo sottolinea Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione Lavori@mo per L’Aquila e segretario regionale Cisal Comunicazione, in merito alla proroga di sei mesi della commessa Inps gestita nel call center aquilano Lavorabile. Secondo Cretarola, «non c’è pace per i 560 operatori del contact center» e occorre un intervento del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nei confronti del presidente dell’Inps, Tito Boeri, per garantire il rispetto della legge. «Come si temeva», scrive in una nota Cretarola, «Cgil, Cisl, Uil e Ugl tentano di tornare indietro rispetto a cose già acquisite, non da loro, ma dalla battaglia dell’associazione Lavoriamo per L’Aquila».
In particolare Cretarola focalizza l’attenzione sull’aspetto della territorialità: «Ammettono che finora hanno detto cose non vere, sostenendo da un anno che i contratti da loro firmati garantivano il mantenimento dell’attuale sede di lavoro. Oggi dicono che la sede sarà decisa dalle aziende vincitrici della gara, magari discutendo con loro. E chi lo dice? L’Inps, che si è rifiutata di inserire nel bando di gara quello che è stato correttamente previsto dal ministero dei Trasporti? L’Inps, che si rifiuta di chiarire come va applicata la legge sulla clausola sociale?».
Poi Cretarola sottolinea che «come abbiamo sempre sostenuto, la legge prevede inequivocabilmente che il «rapporto di lavoro continua», garantendo quindi sede di lavoro e trattamenti economico e normativo attuali, come nel settore trasporti. Hanno letto la sentenza di reintegro dei licenziati di Almaviva, che ha definito ricattatorio e illegittimo licenziare chi rifiuta di farsi ridurre lo stipendio? All’Aquila non deve accadere». Cretarola ricorda che «la Cisal Comunicazione è già oggi maggioranza assoluta nel call center Lavorabile e pertanto l’unica organizzazione sindacale abilitata a firmare accordi. Qui non si faranno accordi di riduzione dello stipendio e si garantirà la corretta applicazione della legge che prevede la continuazione degli attuali contratti di lavoro e il mantenimento dell’attuale sede di lavoro. Per questo insistiamo nella richiesta di intervento del ministro del lavoro nei confronti di Boeri per chiarire il rispetto della legge». (r.s.)