Città senza calcio, delusione e rabbia

2 Agosto 2017

Castel di Sangro, fa discutere la rinuncia al campionato di Promozione. Gelo tra sindaco e società

CASTEL DI SANGRO. Una città che resta senza calcio. C’è amarezza a Castel di Sangro dopo l’annuncio da parte dei dirigenti della società giallorossa Castello 2000 di rinunciare al campionato di Promozione. Nei bar e nei locali pubblici non si parla d’altro con la fine del calcio che tiene banco in tutte le discussioni. Angelo Petrarca, lo storico massaggiatore del Castel di Sangro dei tempi d’oro è rammaricato per questo esito infelice «che poteva essere evitato se solo se ci fosse stata più buona volontà da parte di imprenditori e degli stessi dirigenti nel voler salvare la società. Non è una cosa bella per un paese come Castel di Sangro non avere una squadra che rappresenti i colori storici cittadini e che in passato ha conosciuto il grande successo facendo parlare di miracolo calcistico il mondo intero», afferma Angelotto, come viene chiamato amichevolmente da tutti lo storico massaggiatore. «Non è possibile che una cittadina dotata di strutture di primo livello, invidiate da tutti e frequentate da grandi società come Foggia, Livorno, Trapani e che costantemente ospita partite della nazionale Under 21 e della nazionale femminile non riesca a trovare imprenditori, albergatori, commercianti appassionati di calcio, per poter iscriversi a un campionato regionale. Il mio appello da persona che ama questo sport e che per tanti anni ha dato il proprio contributo al raggiungimento di grandi risultati è rivolto agli imprenditori locali, ai politici e allo stesso sindaco di riuscire a trovare una soluzione affinché Castel di Sangro possa continuare ad avere almeno una squadra».
E il sindaco Angelo Caruso non si tira indietro dicendosi pronto da subito a fare la sua parte. «Non mi hanno minimamente coinvolto», dice il primo cittadino visibilmente contrariato dai modi con i quali è stata gestita la vicenda. «In questi casi è buona prassi, quando si è intenzionati a fare scelte delicate come la rinuncia al titolo sportivo, interpellare l’amministrazione comunale che deve pur giocare il suo ruolo. Io ho appreso tutto dai giornali. Tuttavia, per il bene della città e della squadra resto a disposizione per trovare ogni soluzione utile che prevedano, però, obiettivi non troppo ambiziosi. Dobbiamo fare in modo che Castel di Sangro abbia la sua squadra fermandosi all’ambito regionale». Per ora però i dirigenti sembrano irremovibili e puntano il dito proprio contro l’amministrazione comunale che avrebbe dimostrato disinteresse rispetto alla vicenda.
«Abbiamo preso atto del totale disinteresse dell’amministrazione comunale nei confronti della nostra realtà», scrivono sulla pagina Facebook della società i dirigenti del Castello 2000, «non c’è stata neppure una telefonata per avere notizie sulla nostra situazione».
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