Claudia, la soldatessa di Sulmona che neutralizza le bombe

Papale è la prima donna sminatrice dell’Esercito, da 2 anni comandante di plotone. La sua ultima missione in Libano a bonificare i campi minati, «ma le bonifiche avvengono anche in Italia. Sono più di duemila infatti gli interventi che facciamo con i nostri artificieri alla ricerca di bombe e ordigni vari della prima e seconda guerra mondiale»
SULMONA. È sulmonese la prima donna sminatrice dell’Esercito italiano. Una soldatessa, a cui non manca certo il coraggio, recentemente impegnata a bonificare un campo minato lungo il confine libanese. Una delicata missione durata sette mesi, quindi il ritorno a casa avvenuto appena qualche giorno fa. La storia di Claudia Papale, giovane maresciallo “in gonnella”, da dieci anni nell’Esercito e da due comandante di plotone dell’Unità guastatori da ricognizione avanzata, inizia proprio a Sulmona. È qui, nella città dove è cresciuta e vive con la sua famiglia, che ha scoperto la sua passione per le forze armate. Ed ora la storia della soldatessa che neutralizza le bombe, motivo di orgoglio per Sulmona, è finita su tv nazionali e riviste specializzate. Anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti in una nota ha voluto renderle omaggio. «Il maresciallo Claudia Papale sfida e disinnesca gli ordigni per salvare donne, uomini e bambini», scrive il ministro. «Tutto il mondo può contare sul suo coraggio e la sua competenza». Nei giorni scorsi il maresciallo sulmonese ha raccontato le sue missioni in Italia e all’estero nella trasmissione di Rai Uno “ Uno mattina”.
«L’attività più importante che ho fatto in questi anni è sicuramente in Libano con la bonifica di un campo minato», dice ora la Papale con gli occhi che le brillano, «ma voglio specificare che le bonifiche avvengono anche in Italia. Sono più di duemila infatti gli interventi che facciamo con i nostri artificieri alla ricerca di bombe e ordigni vari della prima e seconda guerra mondiale. Per questo continuiamo il nostro addestramento ancora oggi, pronti a partire per nuove missioni e nuove attività sia in Italia che all’estero. È un lavoro continuo e noi dobbiamo essere sempre pronti». Ogni anno sono migliaia i campi bonificati dai nostri militari soprattutto nelle zone calde del Medio Oriente. Una missione per tutti ad alto rischio. Le mine sono tra le armi più pericolose e subdole utilizzate nei paesi in perenne conflitto. Un rischio che i militari in missione in quei paesi sono disposti a correre per salvare le vite di tante persone stremate da genocidi, fame e guerre. Una missione che vede da anni in prima linea il maresciallo sulmonese Papale con il suo plotone.
Federica Pantano
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