«Clementi, voce storica della montagna»

Marconi (Cai) ricorda il docente scomparso: «Incontri indimenticabili per il bollettino sezionale»
Il professor Clementi, mente eclettica e figura di spicco all’interno della Sezione aquilana del Cai, così proponeva, nel lontano ottobre 1979, le linee guida che dovevano ispirare la rinascita del Bollettino Sezionale, che riprendeva con lui la pubblicazione interrotta dal 1934: «…potrebbe essere impostato come un modo per partecipare al dibattito sulla montagna portando avanti certe esigenze primarie di chi va in montagna. Il Bollettino potrebbe servire per portare la gente alla montagna al di fuori di una logica di consumo di questa, facendo in modo, che certi spazi non si riducano ulteriormente; la montagna potrebbe diventare una possibilità educativa per chi la frequenta», (dal verbale del 17 ottobre 1979 della Commissione Pubblicazioni).
Aveva così inizio un “cammino” non facile, ma grazie al merito dell’allora presidente Nestore Nanni, alla determinazione di Alessandro e del socio Carlo Tobia (suo amico inseparabile), si pervenne alla stampa del primo numero della terza serie già nel luglio del 1980.
Quella che doveva essere solo una pubblicazione “sperimentale”, si prefigurava già nella duttile mente del professor Clementi come un mezzo trainante all’interno della Sezione, nel dotarla di uno strumento dallo spessore storico-scientifico tale da rafforzare il ruolo del nostro associazionismo nell’ambiente della città e del Cai nazionale.
La scomparsa di Alessandro Clementi, mio professore di Storia e Filosofia negli anni del Liceo Scientifico dell’Aquila, mi ha riportato alla mente il ricordo del giorno in cui entrai a far parte nel 1988, della redazione del Bollettino, in qualità di segretario di redazione.
La collaborazione nel comitato di redazione del Bollettino, che mi portò a lavorare a fianco a fianco del professor Clementi, trovò modo di rafforzarsi quando, eletto alla carica di presidente sezionale nell’anno 2006, ne divenni direttore responsabile fino al 2012.
In questi venticinque anni di proficua condivisione con Alessandro, i quaranta numeri del Bollettino si sono arricchiti di saggi critici e di argomenti variegati rivolti a promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e antropologico del nostro territorio montano.
È stato un autorevole relatore di convegni promossi dalla Sezione, come: quello su San Franco di Assergi, tenutosi a Lucoli e quello sul primo scalatore del Gran Sasso Francesco De Marchi, nella sede centrale Carispaq. Infine, coordinatore dello staff dell’Archivio di Stato dell’Aquila, per l’allestimento della mostra: “Il Gran Sasso e gli Uomini”.
La mia collaborazione con il professor Clementi si è estesa anche fuori del Club Alpino Italiano; nel considerarmi suo “fotografo prediletto”, sceglieva il mio repertorio fotografico per illustrare libri da lui curati: “Fuori porta la Montagna” e “I campi aperti di Peltuinum”.
Nei cinque anni che sono serviti per portare a termine questo ponderoso volume, da Lui coordinato, ho partecipato, amante della fotografia, a numerose “colazioni di lavoro”, con studiosi come: Marco Buonocore, Vincenzo D’Ercole, Fulvio Giustizia, Mario Centofanti, Giacinto Marinangeli, Barbara Tartara e Paola Poli.
Incontri indimenticabili all’insegna della cultura per trarre i loro intenti e finalità per poi scoprirli sul territorio e fissarli con l’obiettivo fotografico per il dossier illustrativo del volume. Incontri dunque mai noiosi, come quelli sul “campo” dove il professor Clementi rendeva “vivi” i ruderi, i castelli, le chiese, il paesaggio con la loro storia, attraverso il suo racconto fascinoso e confidenziale.
L’Abruzzo, L’Aquila, e la nostra Sezione Cai hanno perso un “guida”, un Maestro, un uomo di cultura della montagna che tanto ha dato alla Sezione.
*past president Cai L’Aquila
©RIPRODUZIONE RISERVATA

