Clienti e titolari aggrediti Teppisti ancora in azione

28 Agosto 2024

Centro storico: avventori presi di mira dal branco. Contusa la titolare del locale Il gestore: «La mia compagna è ancora spaventata. Servono maggiori controlli»

L’AQUILA. «Abbiamo sporto denuncia per tutelare noi, i nostri clienti e tutti quelli che desiderano vivere la città senza doversi guardare le spalle». A parlare è Riccardo Di Marco, titolare, insieme alla compagna, Emanuela De Angelis, dell’Hot shot in via Marrelli, il locale all’esterno del quale, sabato sera, si è consumata un’aggressione ai danni di due clienti, di cui un minore e una persona soggetta a crisi epilettiche.
IL RACCONTO
«Il diverbio è cominciato per motivi a me ignoti, anche perché in quel momento ero impegnato a servire altri clienti» racconta Di Marco, ricostruendo le fasi iniziali della vicenda. «Poi ho notato un parapiglia e ho visto che volava qualche cazzotto, motivo per il quale sono subito intervenuto nel tentativo di scongiurare la cosa sul nascere. Lì mi sono accorto che alcuni dei nostri clienti erano stati aggrediti da tre ragazzi italiani (due ventenni e un altro di poco più grande), di cui quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine perché colpito da daspo. Misura tuttavia scaduta nei suoi confronti, che a quanto pare non ha sortito gli effetti sperati», commenta amareggiato. «Quindi, su suggerimento delle stesse forze dell’ordine, con cui avevo già avuto modo di confrontarmi a seguito di altri episodi simili accaduti in precedenza, ho estratto il telefonino nel tentativo di immortalarne i volti e facilitarne la successiva identificazione. Cosa che però è stata notata da uno degli aggressori, che mi è poi sfilato alle spalle, mi ha strappato lo smartphone dalle mani e si è dato alla fuga, inseguito da alcuni miei amici che sono riuscito a bloccarlo recuperando il telefono. Il problema è che, nel frattempo, si era messa in mezzo anche la mia compagna, a sua volta colpita al punto da riportare contusioni a un braccio e a una gamba. Uno dei clienti ha invece riportato una prognosi di 9 giorni per via della colluttazione. Ciò che preoccupa, al di là dell’episodio», aggiunge, «è il senso d’insicurezza che percepiamo a causa della mancanza di illuminazione, di adeguati controlli e di una città che, se da un lato promette di rinascere più bella di prima, dall’altro presenta ancora troppe zone d’ombra dove l’illegalità si concentra. Purtroppo degrado chiama degrado», conclude Di Marco, «ed è quello che stiamo sperimentando giorno dopo giorno, almeno da queste parti».
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