Cna: artigiani in ginocchio, subito risorse

13 Maggio 2020

L’allarme del direttore Del Re: da oggi prove per parrucchieri ed estetisti, ma adeguarsi costa troppo

L’AQUILA. «Senza contributi agli artigiani, non ci sarà ripartenza. Le spese per riaprire le attività sono eccessive». Così il direttore della Cna della provincia dell'Aquila, Agostino Del Re, che mette in guardia «dal rischio che molte micro imprese saranno costrette ad alzare bandiera bianca». Oggi, intanto, dalle 10.30 alle 12, parrucchieri e centri estetici saranno sottoposti alle prove di simulazione per l'applicazione delle misure di sicurezza, in vista della riapertura del 18 maggio. Le prove per la verifica di quanto previsto nei diversi protocolli applicati saranno effettuate alla presenza della presidente regionale di Cna benessere e sanità, Angela Rita Barone, e degli organi di controllo e vigilanza, prima del via libera definitivo. «Si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel, con l’avvio della cosiddetta Fase 2, ma la crisi di liquidità pone ostacoli drammatici alle imprese che devono investire sulla sicurezza», dice Del Re, «l’applicazione dei protocolli presume anticipazione di denaro, perché servono approvvigionamenti per i quali i fornitori esigono pagamenti immediati. Il tutto senza considerare una più che sospetta lievitazione dei prezzi: senza contributi a fondo perduto, la strada della riapertura appare decisamente in salita».
Servono aiuti concreti alle imprese, dice la Cna: «Le attività stanno mettendo a punto tutte le precauzioni da assumere al momento della riapertura, riorganizzando il loro lavoro in modo da rispettare le norme di sicurezza e di distanziamento sociale», sottolinea Del Re, «i parrucchieri, per esempio, prevedono di sistemare le postazioni ad almeno due metri di distanza, di sanificare poltrone e lavatesta tra un servizio e l’altro, di munire di guanti e mascherina clienti e operatori, disinfettare tutti gli oggetti del mestiere e di usare camici e coprispalle usa e getta».
Precauzioni che hanno dei costi, che le piccole aziende artigiane dovranno affrontare per la riapertura delle attività. «Resta il problema delle maggiori spese, a fronte di riduzione di clienti e fatturato che le nuove misure inevitabilmente provocheranno«, incalza Del Re. Che invita a trovare risorse e contributi per le micro imprese artigianali: «Probabilmente si lavorerà con l’ allungamento delle fasce orarie di apertura, magari sette giorni su sette, colmando in questo modo la perdita di presenze giornaliere, introducendo prenotazioni solo online o telefoniche. Ma tutto questo», conclude il direttore della Cna, «richiese uno sforzo organizzativo ed economico enorme, che le imprese del territorio, già fortemente provate dal sisma del 2009, nel caso dell'Aquila, dovranno affrontare di nuovo, con investimenti ed esborso di denaro, a fronte di due mesi di fermo totale, senza entrate in cassa». (m.p.)
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