Cocaina anche a imprenditori e casalinghe

5 Aprile 2017

Dettagli dall’inchiesta che ha portato a 8 arresti. Droga nascosta sotto un pilone dell’autostrada

PRATOLA PELIGNA. Imprenditori, liberi professionisti, commercianti e anche casalinghe che utilizzavano la propria abitazione per ospitare gli spacciatori e consentire loro di confezionare, in tutta tranquillità, le dosi di droga da smerciare sul mercato della Valle Peligna.

Sono una decina i nomi eccellenti di persone insospettabili residenti tra Pratola Peligna, Sulmona e Popoli finiti nell’inchiesta avviata dai carabinieri di Popoli per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti che ha portato in carcere cinque persone; altre tre sono ai domiciliari, mentre 4 indagati sono sottoposti a obbligo di dimora.

Persone insospettabili scoperte grazie alle intercettazioni ambientali utilizzate dai carabinieri per incastrare la banda di spacciatori, quasi tutti albanesi residenti a Pratola Peligna, che controllavano 70% del mercato di stupefacenti della Valle Peligna.

Due anni di intercettazioni finite sulle quasi 100 pagine dell’ordinanza firmata dal gip del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, che oltre ai dodici principali protagonisti raggiunti da provvedimenti restrittivi, ha messo sotto inchiesta altre 27 persone, molte delle quali fungevano da “cavalli” per la consegna quotidiana della sostanza stupefacente.

Tra gli abituali consumatori anche un noto imprenditore di Pratola Peligna che utilizzava i propri dipendenti per rifornirsi di cocaina cedendogli la propria auto per fare acquistidi droga che ordinava telefonicamente con delle frasi convenzionali. Perno dell’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti era, secondo gli investigatori, Festim Osmani, che i carabinieri hanno tenuto sotto controllo dal 2015 e per tutto il 2016, piazzandogli microspie all’interno dell’Audi che utilizzava e di una Y10.

«Due minuti»: era il messaggio criptato con cui l’imprenditore chiedeva due grammi di cocaina. A volte la consegna di droga avveniva mediante uno scambio veloce di denaro e cocaina in un posto convenzionato, quasi sempre nelle vicinanze della sede dell’azienda dell’imprenditore che, dopo aver depositato i soldi sotto un pilone della A/24, vi tornava poco dopo per recuperare la sostanza stupefacente che nel frattempo lo spacciatore di turno aveva provveduto a lasciare sempre nello stesso posto.

Nel frattempo sono stati fissati per domani i primi interrogatori di garanzia da parte del gip Buccella. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Alessandro Margiotta, Uberto Di Pillo e Mario Del Pretaro.

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