Cocaina durante il lockdown, 10 arresti

Le dosi venivano ordinate sui social nel periodo del coprifuoco: spaccio di dosi da mezzo grammo vicino ai supermercati
L’AQUILA. Maxi-operazione antidroga tra il capoluogo abruzzese e il litorale romano. Blitz anche a Chieti, Vasto, Cremona, Napoli e Brescia. I militari del comando provinciale dell’Aquila, guidati dal colonnello Nicola Mirante, hanno eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare (6 in carcere, 4 ai domiciliari e 4 con l’obbligo di dimora all’Aquila) emesse dal gip del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella su richiesta del sostituto procuratore Marco Maria Cellini, per concorso nello spaccio di sostanze stupefacenti (cocaina e hascisc) e favoreggiamento personale. Nei guai sono finiti 7 italiani e 7 albanesi tutti disoccupati. Tra i destinatari della misura in carcere ci sono Rosetta Cirelli, 32enne dell’Aquila (già detenuta nel carcere di Chieti) ed Enzo Gargivolo (40) da poco trasferitosi a Vasto, che, secondo le accuse, gestivano e coordinavano l’arrivo della droga e la vendita al dettaglio; Carmelo Ferrara (65) di Cese di Preturo (già detenuto nel carcere di Napoli); Ervin Shahaj (19) di Sant’Angelo di Bagno; Zydian Togani (19) dell’Aquila e Jurgen Nukaj (25) dell’Aquila e raggiunto a Brescia. Come documentato dagli investigatori, lo stupefacente, comprato sul litorale romano (ad Ardea e Pomezia), veniva trasportato all’Aquila a bordo di automobili di proprietà di fiancheggiatori incensurati. In città la droga veniva “tagliata” e suddivisa in dosi per poi essere rivenduta sulle principali piazze dispaccio. I pusher venivano contattati dai consumatori soprattutto attraverso le piattaforme social, nel tentativo di sfuggire a eventuali intercettazioni telefoniche. Gli appuntamenti per le cessioni avvenivano in luoghi sempre differenti con gli spacciatori attenti a portare con loro solo le dosi necessarie alla singola vendita allo scopo di essere segnalati come assuntori in caso di controlli delle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, inizialmente gli incontri avvenivano nella zona di Pettino, dove vivono alcuni dei principali indagati, ma dopo l’allarme dei residenti per il continuo viavai di gente in pieno lockdown, gli incontri si sono spostati nei pressi delle zone vicine ai centri commerciali e nei piazzali antistanti supermercati del centro cittadino o delle zone di Bazzano, Sassa, Coppito. La vicinanza ad attività commerciali favoriva, tra l’altro, una migliore giustificazione in caso di controlli per gli spostamenti durante il lockdown. Il gip ha inoltre riconosciuto la pericolosità dei soggetti indagati, che nei prossimi giorni saranno ascoltati per gli interrogatori di garanzia.
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