Cocaina ordinata su Whatsapp: tre arresti

Rifornivano la piazza di Tagliacozzo anche durante il coprifuoco, la base in via Oriente. Obbligo di firma per un 57enne
TAGLIACOZZO. Spaccio di cocaina a Tagliacozzo anche durante il lockdown: scatta l’arresto per tre albanesi, mentre un italiano è stato raggiunto dall’obbligo di firma. Nei guai sono finiti Aurel Ndoj di 29 anni, detto Aurelio, Orgis Ndoj (25), Adi Gjegji (29) detto Luca, tutti nati in Albania e residenti a Tagliacozzo, e Piero Laudazi, 57 anni, di Tagliacozzo detto Santanna. Per loro l’accusa è di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Centinaia gli assuntori individuati, di cui 15 segnalati all’autorità giudiziaria.
Le indagini dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, partite nella primavera scorsa, hanno permesso di accertare che le ordinazioni delle dosi di cocaina avvenivano su Whatsapp, mentre la centrale dello spaccio era un’abitazione in via Oriente. È qui che gli assuntori arrivavano in auto, suonando il clacson per avvertire gli spacciatori. Lo scambio droga-soldi avveniva attraverso i finestrini. Ogni dose di cocaina veniva venduta tra i 30 e i 40 euro. Ma gli indagati effettuavano anche “consegne sul posto” tra i vicoli del centro storico della città dell’Obelisco.
La rilevante disponibilità di cocaina era determinata dal fatto che, anche senza accordi preliminari, gli acquirenti si recavano nella base operativa avendo la certezza di trovare lo spacciatore e la sostanza desiderata. I tre arrestati sono difesi dagli avvocati Luca e Pasquale Motta. Quanto a Laudazi, che acquistava droga dagli albanesi rivendendola per proprio conto, gli inquirenti ritengono che «abbia favorito la condotta dei principali indagati». Quindici gli assuntori segnalati all’autorità giudiziaria nel corso dell’indagine, sebbene i carabinieri abbiano ricostruito una rete formata da un centinaio di acquirenti. Un giro d’affari che andava avanti dal 2017 e non si è fermato nemmeno durante il lockdown. Gli inquirenti ritengono di avere smantellato «una vera e propria piazza di spaccio sulla base di una consolidata organizzazione», con «un ingente quantitativo di stupefacente movimentato, radicati contatti nel centro cittadino e un’elevata professionalità con cui gli indagati si sono dedicati quotidianamente all’attività illecita». Le indagini sono state avviate a seguito di una serie di segnalazioni, arrivate ai militari diretti dal maggiore Silvia Gobbini, di un presunto traffico di sostanze stupefacenti in pieno centro a Tagliacozzo. Attraverso controlli, appostamenti e perquisizioni a carico di alcuni giovani del posto i carabinieri hanno rinvenuto diverse dosi di cocaina. I successivi accertamenti hanno permesso di indirizzare le indagini su un unico obiettivo: ovvero l’abitazione alla periferia della città occupata da tre cittadini di nazionalità albanese divenuta “base operativa” e punto di riferimento dei giovani della zona per il rifornimento di sostanza stupefacente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

