Cocaina per la movida, un arresto

In casa dell’accusato scoperte bottiglie con ammoniaca e acqua per assumere droga mediante “pipe fai da te”
L’AQUILA. Gli uomini della squadra Mobile, “infiltrati” nei luoghi frequentati dal popolo della movida, hanno bloccato un traffico di droga che poteva risultare anche molto pericoloso oltre che in espansione.
Gli agenti della sezione contrasto al crimine diffuso hanno fermato Nicolino Di Fabrizio, 46 anni, persona nota in Questura, in quanto sorpreso a vendere una sostanza psicotropa a un suo conoscente. Inoltre, dopo una perquisizione domiciliare, gli uomini coordinati dal dirigente Tommaso Niglio, hanno trovato 35 grammi di cocaina e 1.400 euro in banconote di diverso taglio, possibile provento dello smercio. Di Fabrizio è stato bloccato nei pressi di via Di Vincenzo, non lontano da una delle sedi dell’Università dell’Aquila.
L’arresto è stato fatto dopo un prolungato servizio di pedinamento e osservazione iniziato nella prima serata di giovedì nel centro storico della città a quell’ora popolato da parecchi giovani.
Gli investigatori, confusi tra il popolo della movida, hanno notato diverse persone allontanarsi dal centro cittadino per dirigersi verso un’abitazione situata altrove e, nelle immediate vicinanze, hanno controllato un soggetto che risultava avere acquistato della droga poco prima.
Una volta individuato l’appartamento, situato nei piani alti di uno stabile, i poliziotti hanno trovato la sostanza psicotropa in un sacchetto nascosto in una cassetta degli attrezzi, Hanno poi trovato anche due bottiglie bucate contenenti acqua e ammoniaca poste vicino a un piatto con della cocaina già suddivisa per essere fumata mediante “pipe dai da te”.
Un’assunzione di droga ancora più pericolosa di altre poiché secondo gli esperti questa modalità di assunzione rilascia una dipendenza mentale ben superiore alla semplice sniffata: sebbene anche assumendola, la cocaina crea una dipendenza mentale fortissima, fumarla nella bottiglia è ancor peggio. Questo perché la cocaina, prima di essere fumata, viene “cucinata” con ammoniaca (o bicarbonato di sodio) e acqua, eliminando le sostanze da taglio e rendendola pura. Il tossicodipendente quindi prepara la cocaina scaldandola in cucchiai o fiale fino a quando la cocaina non si trasforma dal suo stato polveroso: una sorta di crack.
D’intesa con il pm Stefano Gallo, il sospettato è stato messo agli arresti domiciliari in attesa di altre valutazioni da parte dei giudice. Le indagini non si fermano qui visto che gli investigatori, anche sapendo che sono tanti i potenziali fruitori di droga nell’ambito della movida (per lo più giovani e giovanissimi), stanno verificando se ci siano complici della persona arrestata, quale fosse il giro, e soprattutto da che parte provenisse lo stupefacente in modo da stroncare tutta la filiera. Ormai, ogni incursione della polizia nelle notti aquilane, produce arresti o denunce per i più svariati reati. Di lì la necessità di un controllo costante.
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