Cocaina per restare in Italia In cinque rinviati a giudizio

4 Maggio 2016

AVEZZANO. Era stato assunto come badante solo al fine di ottenere il permesso di soggiorno. Tutto ciò in cambio di cocaina. Ora cinque persone sono state rinviate a giudizio e dovranno rispondere...

AVEZZANO. Era stato assunto come badante solo al fine di ottenere il permesso di soggiorno. Tutto ciò in cambio di cocaina. Ora cinque persone sono state rinviate a giudizio e dovranno rispondere dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso. Si tratta di Giovanna Venditti, 57 anni, suo figlio Giuseppe Civitani (36), una donna, Giuliana Panella (49), tutti di Avezzano, Yussef Bya (32) e il fratello Mohammed Bya (36), entrambi marocchini residenti a Luco. Insieme, secondo l’accusa, hanno organizzato una finta assunzione per regolarizzare il 36enne straniero. In particolare, sempre secondo l’accusa, hanno finto di aver assunto in casa Mohammed Bya per assistere un anziano e per badare all’appartamento. Tutto ciò con la collaborazione del fratello minore, in cambio di dosi di cocaina fornite da quest’ultimo. Dopo la chiusura delle indagini, a dicembre dello scorso anno, si sono presentati davanti al gup del tribunale dell’Aquila, Romano Gargarella, che ha disposto il rinvio a giudizio. Sono assistiti dagli avvocati Mauro Ceci, Luca e Pasquale Motta. L’inchiesta era venuta fuori durante delle intercettazione per un’operazione antidroga.

Intanto, sempre nell'ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti nella Marsica, una richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila, Stefano Gallo, nei confronti di 15 cittadini di nazionalità marocchina. (p.g.)

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