Cocaina venduta a professionisti: 4 arresti nella casa dello spaccio

24 Ottobre 2021

Una decina di acquirenti fermata dai carabinieri, negli 8 telefonini sequestrati l’elenco di altri clienti Le cessioni filmate e fotografate in strada. Il confezionamento delle dosi in un appartamento

L’AQUILA. Gli accertamenti sugli otto telefonini sequestrati potranno fornire spunti investigativi interessanti ai carabinieri della compagnia dell’Aquila che hanno smantellato una centrale dello spaccio operativa a Colle Pretara. Nomi dei clienti (già individuati diversi professionisti aquilani), ordinativi di droga, volume d’affari. Le indagini che hanno portato a quattro arresti proseguiranno senza sosta.
CHI SONO
Gli indagati sono tutti di nazionalità albanese, ma da tempo residenti in città, ufficialmente disoccupati. Si tratta di Hristo Konomi, 19 anni, Ervin Gjoroveni (20), e i fratelli Alkid e Ergys Deliul, rispettivamente di 18 e 20 anni. Nelle concitate fasi dell’operazione è stata arrestata anche una donna residente fuori città, Cristina Cervella, cameriera di 33 anni, accusata di resistenza a pubblico ufficiale.
GLI APPOSTAMENTI
Nell’opera di contrasto al traffico di stupefacenti, i carabinieri dell’Aquila per alcuni giorni hanno tenuto sotto controllo le vie del quartiere alla periferia della città. Particolare attenzione è stata posta su movimenti insoliti di numerose persone, non residenti nella zona, tra cui alcuni volti noti, come consumatori di sostanze stupefacenti. Venerdì pomeriggio la svolta.
VIA VAI DI CLIENTI
A Colle Pretara sono stati dispiegati numerosi militari appartenenti ai comandi delle stazioni carabinieri dell’Aquila e Barisciano e del nucleo operativo e radiomobile della sede, sotto il coordinamento diretto del comandante della compagnia del capoluogo, il capitano Michele Massaro. Nella zona, in poche ore, sono state documentate, attraverso riprese video e fotografiche, una decina di cessioni di singole dosi di cocaina in favore di altrettanti avventori arrivati a bordo di auto. I militari dell’Arma hanno quindi predisposto pedinamenti e controlli poco lontano dalla zona, recuperando così sugli acquirenti, tra i quali professionisti e giovani del luogo, svariate dosi di droga. È in questa fase che la 33enne arrestata per resistenza, controllata dai militari, ha reagito violentemente.
BLITZ NELLA CASA
I carabinieri hanno quindi ricostruito le fasi di un’intensa attività di spaccio secondo un collaudato metodo. Due degli arrestati agivano in strada per le consegne dello stupefacente richiesto, coordinandosi con gli altri due che presidiavano una casa di via Monte Rotondo da dove confezionavano e smistavano la cocaina. Da qui la decisione di intervenire: i carabinieri hanno bloccato i due uomini incaricati di distribuire la droga su strada e hanno contemporaneamente fatto irruzione nell’abitazione in cui i due complici si occupavano del confezionamento dello stupefacente.
SEQUESTRATI SOLDI E DOSI
Nel corso della perquisizione nell’abitazione di via Monte Rodondo, sono state recuperate e sequestrate 35 dosi di cocaina, per un peso di circa 15 grammi, 20 grammi di marijuana, sostanze da taglio, materiale per il confezionamento dello stupefacente, denaro e, appunto, gli otto telefonini.
CONVALIDa E DIRETTISSIMO
I fermati, considerata l’evoluzione dei fatti, sono stati arrestati nella flagranza di reato per detenzione e spaccio di droga. Il sostituto procuratore di turno, Marco Maria Cellini, avvisato degli arresti, ha disposto il fermo dei quattro in camera di sicurezza, mentre la ragazza che ha reagito con violenza ai militari è finita agli arresti domiciliari. Ieri mattina gli arresti sono stati convalidati e ai quattro, rimessi in libertà, è stato concesso l’obbligo di firma per tre giorni a settimana. L’11 novembre il giudizio direttissimo. Convalidato anche l’arresto della donna. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Silvia Ricci e Mauro Ceci.
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