Cogesa, Margiotta pronto a stabilizzare i 42 precari

La proposta dell’amministratore unico è quella di adottare contratti part time La mossa anticipa l’assemblea sindacale: decisione finale ai Comuni soci
SULMONA. Una proposta per risolvere la vertenza dei dipendenti con contratti scaduti o in scadenza, al centro negli ultimi mesi di aspre polemiche e contestazioni. A lanciarla, alla vigilia dell’incontro con i sindacati, è Vincenzo Margiotta, amministratore unico del Cogesa, che punta «a stabilizzare tutti i dipendenti a tempo determinato (42 in totale) con contratti a tempo indeterminato part-time». Il tutto con la possibilità di trasformare a tempo pieno i contratti attraverso i prepensionamenti e l’aumento dei servizi svolti. Una proposta che, come annunciato dallo stesso Margiotta, «sarà sottoposta all’approvazione dei componenti del comitato del controllo analogo convocato per lunedì 25 febbraio, così da poter trasferire i costi dell’operazione nel bilancio di previsione 2019, la cui discussione in assemblea dei soci si terrà il 28 marzo. «Dalle verifiche eseguite», sostiene Margiotta, «Cogesa ha bisogno di 47.554 ore di lavoro annue, pari a 24 dipendenti di livello 2 (operatori) in full time o a 42 in part-time. E proprio il ricorso ai part time consentirebbe di trasformare i contratti a tempo ridotto con l’espansione dei servizi e soprattutto con il pensionamento dei lavoratori in pianta organica». Dai dati forniti dall’azienda, sono 16 i dipendenti che andranno in pensione nei prossimi cinque anni, a cui se ne aggiungerebbero altri 62 per via dei prepensionamenti previsti dal 2019 al 2023, per un totale di 78, che andranno via via sostituiti con un adeguato turn over. Sono, invece, 42 i dipendenti a tempo determinato. Tutti loro sono inseriti in una graduatoria del 2016, in scadenza il prossimo 10 maggio, e non potranno più essere chiamati per svolgere servizio a tempo determinato. Ciò perché hanno già raggiunto il numero massimo di proroghe dei contratti a tempo determinato, consentito dalla legge. Da qui la proposta di stabilizzazione di questo personale. Una soluzione che contribuirà sicuramente a riportare un clima più sereno all’interno dell’azienda alle prese negli ultimi tempi anche con qualche episodio inquietante, come il rogo che ha distrutto alcuni mezzi nel deposito dell’azienda o il tentativo di incendiare l’auto di un dirigente. Il costo di 42 dipendenti part time è di 928.467 euro annui, circa 12mila in più dei 916.409 euro all’anno per i 24 lavoratori full time. Una somma che salirebbe a 24mila euro aggiungendo i costi di gestione operativa. «Certo sarebbe uno sforzo importante per l’azienda, ma la natura pubblica di Cogesa impone scelte non solo economiche, ma anche di valenza sociale, peraltro supportate dall’aumento dei ricavi confermato nel previsionale 2019», dice Margiotta. «La decisione finale spetterà ai Comuni soci, ma è innegabile che la scadenza di altri 29 contratti al prossimo 31 marzo impone di accelerare le cose». (m.m.)
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