Cogesa nel mirino per le spese di viaggio
Il consigliere Tirabassi: «Oltre 13mila euro in 6 mesi, Margiotta costa più della Raggi e di due ministri»
SULMONA. Troppe spese di viaggio, più di quelle fatte dalla sindaca di Roma Roma, Virginia Raggi, e degli ex ministri degli Interni, Marco Minniti, e della Giustizia, Andrea Orlando. La bordata all’amministratore unico del Cogesa, Vincenzo Margiotta, arriva dal consigliere comunale Mauro Tirabassi, fino al mese scorso parte integrante della maggioranza, ora tra i più feroci avversari dell’amministrazione guidata dalla sindaca Annamaria Casini. In soli sei mesi, dal luglio al dicembre 2017, Margiotta avrebbe speso per viaggi legati alla sua attività 13.824 euro così come riporta il bilancio del Cogesa. «La giunta deve presentare in consiglio un atto di indirizzo e controllo sulle attività e sulle spese delle partecipate», afferma Tirabassi, «questo al fine di poter tracciare degli indirizzi per controllare e razionalizzare le spese delle stesse. Anche sulla scorta di quanto è stato fatto da altri Comuni, come quello dell’Aquila». Tirabassi nella sua analisi ha anche riportato le somme spese da alcuni esponenti di spicco della politica nazionale. «Per esempio», prosegue l’ex consigliere di maggioranza, «la sindaca di Roma ha speso nel 2017 la somma di 816 euro, il ministro degli Interni Marco Minniti 1.270 euro e il ministro della Giustizia, Orlando, 7.900 euro. Ci sembra quindi cosa spropositata che l’amministratore unico del Cogesa abbia speso in soli sei mesi oltre 13mila euro, quando il suo predecessore Giuseppe Quaglia, nel triennio 2014-2016 ha richiesto rimborsi spese per circa 3200 euro all’anno».
«Ricordo che il Cogesa è una partecipata che ha un affidamento in house, senza passare per le previste gare d’appalto, necessarie per le società non pubblica. Questo implica che il Cogesa deve essere considerata alla stregua di un’articolazione del Comune, con tutte le conseguenze del caso».
Il diretto interessato, Margiotta, interpellato dal Centro, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Sulla vicenda è intervenuto invece il responsabile di CasaPound, Giovanni Bartolomucci. «È assolutamente fondamentale», afferma Bartolomucci, «che l’amministratore Margiotta parli chiaro e spieghi ai cittadini quali sono stati i motivi che lo hanno portato a spendere oltre 13.000 euro di soldi pubblici per pagare le spese di viaggio nel periodo tra luglio e dicembre 2017. Ciò in funzione del fatto che se le spese fossero giustificate, sebbene più alte rispetto a quelle riportate dallo stesso sito nei precedenti anni, il problema non si porrebbe affatto. D’altro canto, invece, se così non fosse, la situazione sarebbe davvero grave e occorrerebbe prendere in considerazione tutte le strade per fare giustizia, ricorrendo alla Corte dei Conti. Non è infatti accettabile che in un periodo di crisi come questo vengano sprecati soldi pubblici». (c.l.)
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