Colella: «Biblioteca chiusa per avere i fondi del sisma»

La soprintendente regionale accusa: scelta illogica, ha penalizzato un patrimonio I 20mila volumi risultano in buono stato ma senza interventi c’è il pericolo tarme
SULMONA. «Per rientrare nel cratere sismico e per avere i fondi del terremoto sono state chiuse la scuola e una struttura culturale. Una scelta che non capisco e che ha penalizzato un patrimonio e una città». Dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina, la soprintendente regionale libraria Rachele Colella si dice amareggiata per una vicenda che per 10 lunghi anni ha tenuto sotto chiave un patrimonio inestimabile privandolo alla fruizione della città, degli studiosi e appassionati di Ovidio provenienti da ogni parte del mondo. «La biblioteca è così come era dieci anni fa, con un po’ di muffa sui pavimenti e con i libri che non corrono rischi al momento, ma se rimangono saranno distrutti poco a poco dalle tarme. Al momento tutto è salvabile e continuo a non capire come mai sia stata chiusa», incalza la soprintendente, «così come le poche lesioni sui muri sono rimaste come erano subito dopo il terremoto. Tra l’altro, ho visto che alcune strutture dello stesso edificio sono rimaste sempre aperte». Rachele Colella dice che la Soprintendenza ha le mani legate e che non può decidere da sola di riaprire i locali della biblioteca. «Competenza che spetta al Comune», prosegue Colella, «e a conclusione del sopralluogo l’assessore alla Cultura si è impegnato a richiedere un nuovo controllo da parte degli organi competenti per verificare se ci siano state variazioni nella struttura rispetto a 10 anni fa». All’esito della nuova verifica, l’amministrazione prenderà la decisione riguardante gli oltre ventimila volumi conservati negli scaffali della struttura, che «risultano ancora in buono stato». E cioè se riaprire la biblioteca senza aspettare l’inizio dei lavori di ristrutturazione del Liceo classico o se trovare una sede alternativa provvisoria per rendere fruibile l’immenso patrimonio librario. «Auspichiamo che i tempi per decidere possano essere molto stretti», sottolinea l’assessore alla Cultura, Manuela Cozzi, presente al sopralluogo, «al fine di salvaguardare e valorizzare la biblioteca chiusa da troppo tempo, molto importante per Sulmona e il territorio, dato che custodisce anche preziosi volumi antichi di prestigiosi autori figli di questa città e rappresenta un importante punto di aggregazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

