Collaboratrice scolastica batte il ministero
SULMONA. Ha lottato per chiedere l’aumento di stipendio finora riservato solo al personale di ruolo e il tribunale di Sulmona le ha dato ragione. A vincere la sua battaglia contro il ministero una...
SULMONA. Ha lottato per chiedere l’aumento di stipendio finora riservato solo al personale di ruolo e il tribunale di Sulmona le ha dato ragione. A vincere la sua battaglia contro il ministero una dipendente marsicana a cui il giudice del lavoro, Alessandra De Marco, ha riconosciuto le differenze retributive maturate. La collaboratrice scolastica, inoltre, è stata immessa in ruolo dopo un precariato di circa vent’anni. Gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia hanno presentato ricorso sostenendo che alla lavoratrice dovessero essere corrisposte le differenze retributive per il servizio antecedente all’immissione in ruolo. Hanno inoltre chiesto che l’inquadramento della classe stipendiale dopo la stipula del contratto a tempo indeterminato non subisse la decurtazione prevista dalla normativa. La decisione del Tribunale di Sulmona conferma l’orientamento della Corte di giustizia dell’Unione Europea del 2018 (sentenza “Motter") e della Corte di Cassazione del novembre 2019, allineate nel ritenere illegittima ogni forma di discriminazione tra servizio reso dal personale Ata precario e quello di ruolo. La sentenza del tribunale di Sulmona, secondo i legali, ha il pregio di sanare sia il maturato durante il periodo di pre-ruolo, riconoscendo il diritto alla progressione economica, sia di correggere la ricostruzione di carriera che lascia fuori dal computo un terzo degli anni dopo il quarto di anzianità di servizio.
Il giudice del lavoro, infatti, ha dichiarato il diritto della ricorrente «al riconoscimento delle progressioni stipendiali collegate all’anzianità», ma ha anche condannano il ministero dell’Istruzione a corrispondere le differenze retributive maturate per effetto delle progressioni stipendiali secondo le previsioni economiche previste dal Contratto nazionale del lavoro. (p.g.)
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