Collebrincioni, piano Case fra degrado e abbandono

Un quartiere dormitorio senza servizi, sotto le finestre pascolano le mucche. Nelle famiglie che ci abitano ci sono molti anziani. Tanti i problemi irrisolti
L'AQUILA. Ti affacci fuori dal balcone (se non è tra quelli sequestrati dal Corpo forestale dello Stato per rischio crolli) e ti trovi davanti 4-5 mucche che pascolano placidamente tra i giochi dei bambini. Nel cuore del progetto Case di Collebrincioni, a una decina di chilometri dalla città, succede anche questo. Poi, al tramonto, un fuoristrada arriva, si parcheggia nei garage sotto alle piastre, un uomo scende, fa un fischio e le mucche prendono la via del ritorno. L'uomo rimette in moto, parte e se ne va.
«Mia figlia dice di sentirsi come Heidi (la bambina allevatrice di capre protagonista di un famoso romanzo ambientato sulle montagne fra la Svizzera e la Germania a fine '800, ndc)» racconta una residente della new town. Il proprietario delle mucche è un allevatore della zona. Collebrincioni è una piccola frazione divisa in due con da una parte il borgo antico, parzialmente disabitato dopo il sisma del 6 aprile 2009, e il villaggio Map dove vive la comunità locale; dall'altra il quartiere del progetto Case composto da tre palazzine per 72 appartamenti che in origine ospitavano 200 persone.
Oggi sono molto di meno: lo testimoniano i nastri che l'autorità giudiziaria ha posto su decine di balconi e strutture a rischio crollo, dopo il cedimento di un balcone in un appartamento a Cese di Preturo, nel settembre scorso. La new town di Collebrincioni è nata come quartiere dormitorio. Le poche decine di famiglie che ancora vi abitano sono quasi tutte di aquilani, che non hanno scelto di stare qui. La maggior parte sono anziani, isolati in un contesto in cui non ci sono luoghi di socializzazione, lontani dalla città, senza la possibilità di fare la spesa in una bottega di vicinato o di comprare il giornale.
Alla presenza delle mucche i residenti si sono quasi rassegnati. Il pensionato che passeggia con il suo bastone sul marciapiede non le guarda nemmeno.D'altra parte è tutto concentrato a non inciampare nelle mattonelle del marciapiede che si sono rotte, o a non mettere il piede in fallo cadendo sul prato perché il marciapiede finisce all'improvviso, con un salto di qualche centimetro. Qualcuno torna con le buste della spesa e rincasa facendo gli slalom tra gli escrementi lasciati dagli animali, che intanto costellano i sentieri di raccordo tra i garage e gli alloggi e le vie intorno al parco. Impossibile per i bambini avvicinarsi ai giochi, sporchi e maleodoranti.
Lo scenario potrebbe risultare anche esilarante, magari affascinante a chi la guarda dall'esterno, ma per le poche decine di famiglie che vivono nella new town di Collebrincioni non c'è molto di che ridere. Nei paesi, fino a qualche tempo fa, case e stalle erano tutt'uno, o distavano pochi metri le une dalle altre. Si conviveva con rumori e cattivi odori nel cuore dei centri abitati, e nelle notti più fredde dell'inverno le famiglie dormivano tra gli animali per stare al caldo. Nel quartiere di Collebrincioni il tempo sembra essersi fermato al secolo scorso. E tutto sembra concesso, anche che le piante crescano a ridosso dell'ascensore esterno, segno che la manutenzione del verde e degli spazi pubblici per mesi non è stata eseguita. Intanto a distanza di quasi sei anni dalla realizzazione degli insediamenti post-sisma le stradine interne non hanno ancora un selciato, e sono sufficienti pochi minuti di pioggia per trasformarle in pozzanghere.
Quanto alle mucche, dal Comune chiariscono che «con l'insediamento della nuova società di gestione del progetto Case prenderà forma anche la figura dell'amministratore condominiale, che dovrebbe intervenire anche in queste situazioni» (figura tra l'altro prevista già nel regolamento condominiale approvato nel 2011). Nel frattempo, unica soluzione è chiamare la polizia municipale o le forze dell'ordine.


