Collemaggio, Conservatorio boccia governo

Il direttore Piermarini: «Struttura inadeguata per le nostre esigenze: va trovata un’altra sede»
L’AQUILA. «L’ex monastero di Collemaggio è assolutamente inadeguato a ospitare il Conservatorio. Altre sono le sedi verso le quali è rivolta la nostra attenzione, in collaborazione con il Comune». Il direttore del prestigioso ente aquilano, Giandomenico Piermarini, organista e ingegnere elettronico, boccia senza appello l’ipotesi lanciata ieri dallo stesso ministero delle Infrastrutture, con a capo Danilo Toninelli, che con una nota ha annunciato il via libera per il recupero edilizio dell’ex complesso abbaziale di Collemaggio, per un importo di oltre 18 milioni.
“La struttura tornerà a ospitare il Conservatorio di musica”, è scritto nel comunicato ministeriale. «Gli organi di governo del Conservatorio non hanno mai avuto alcuna interlocuzione con il ministero», precisa Piermarini. «Come cittadino sono felice che un pezzo così ricco di storia e di valore architettonico venga restituito alla collettività, ma come direttore non penso che il Conservatorio possa tornare lì, come più volte ribadito insieme al presidente dell’ente». Il monastero, con la sua ricca storia, infatti, ha una struttura non solo inadeguata, ma persino inadeguabile alle esigenze di un Conservatorio che, dice Piermarini, «ha bisogno di una sede pienamente funzionale». Inoltre, a suo avviso, non si può parlare di Collemaggio come sede storica dell’ente: «È stato collocato lì per soli due anni (dal 2007 fino al sisma del 2009), ma tale tempo è stato ampiamente sufficiente per manifestare la sua inadeguatezza, sia dal punto di vista funzionale che dal punto di vista degli spazi spesso non riconvertibili alle nostre necessità operative trattandosi di strutture tutelate dal punto di vista architettonico». Problema a cui va aggiunta la scelta della Provincia di destinare un’ala al centro antiviolenza.
«Paradossalmente sarebbe stata l’unica parte del complesso, comunque minoritaria e insufficiente, adeguabile alle esigenze di un Conservatorio», sottolinea Piermarini. «Pertanto adesso, oltre alle insufficienze funzionali, si aggiungerebbero ulteriori e gravissime insufficienze oggettive da un punto di vista della cubatura e degli spazi in genere. Non temiamo di essere smentiti affermando che gli insormontabili problemi di barriere architettoniche renderebbero la struttura inadeguata a essere un edificio scolastico quale a tutti gli effetti è un Conservatorio».
Il problema della sede dell’ente, oggi ospitato in un prefabbricato, in ogni caso, dev’essere risolto, come ribadisce il direttore: «Il Conservatorio dev’essere dotato quanto prima di una sede definitiva veramente funzionale e rispondente alle sue esigenze e secondo quei criteri riportati nel nostro documento detto “piano esigenziale”, già da tempo diffuso a tutti gli organi di amministrazione del territorio».
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