Collemaggio da riaprire: ipotesi messa della vigilia

1 Dicembre 2017

Fissata da tempo la celebrazione a Pile, ma potrebbe essere spostata in basilica All’inaugurazione anche il ministro Franceschini e i massimi vertici dell’Eni

L’AQUILA. La messa di mezzanotte nella rinata basilica di Collemaggio restaurata dopo i danni del terremoto. E visita del ministro Dario Franceschini e dello stato maggiore dell’Eni (il colosso dell’energia che ha finanziato i lavori con 14 milioni, compreso il Parco del Sole) il 20 o 21 dicembre. Ipotesi o suggestione che sia, negli ambienti della Curia si lavora sulla celebrazione della sera del 24 dicembre per la solenne ripresa del culto in quella che era stata individuata come la Cattedrale provvisoria, essendo indisponibile quella dei santi Massimo e Giorgio in Piazza Duomo. Così è stato dal 2009 fino alla chiusura, disposta nel 2013 – con ordinanza firmata dall’allora sindaco Massimo Cialente – per motivi di sicurezza. I lavori sono praticamente terminati, ma manca soltanto l’ultimo atto.
Il problema è di duplice natura, e investe sia le autorità ecclesiastiche sia il mondo civile. L’ipotesi è quella di una cerimonia di riapertura (alla presenza, tra gli altri, del ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini) e di una messa solenne presieduta dall’arcivescovo Giuseppe Petrocchi. In attesa di capire se, nel caso aquilano, troverà applicazione il canone 1212 del Codice di diritto canonico («I luoghi sacri perdono la dedicazione o la benedizione se sono stati distrutti in gran parte»), il dilemma è spostare o meno la messa “Nella notte di Natale” già fissata dall’inizio dell’anno nella chiesa-tenda della parrocchia di San Giovanni Battista a Pile (Sant’Antonio). La decisione sulla messa, ovviamente, spetta al vescovo, che potrebbe anche avvalersi dell’autorevole parere del consiglio presbiterale e del collegio dei consultori. La cerimonia civile, invece, è nelle mani della Soprintendenza, emanazione territoriale del ministero, e del Comune. Diplomazie al lavoro, in queste ore, per cercare di assicurare da un lato la massima segretezza sulla data della riapertura e, dall’altro, scongiurare i possibili malumori interni alla Chiesa locale.
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