Collemaggio, il «3e32» attacca il manager Silveri

11 Giugno 2014

Il comitato: «Noi i primi a chiedere le dimissioni del direttore generale dell’Asl E siamo stati gli unici a difendere quell’area da svendite e privatizzazioni»

L’AQUILA. Il comitato 3e32, in una nota, attacca la Asl e il manager Giancarlo Silveri.

«Dopo le ultime elezioni regionali, in città si torna a parlare del ruolo del direttore generale dell’Asl Giancarlo Silveri, e una parte della classe politica ne chiede all’improvviso le dimissioni. Noi, al contrario, le chiediamo da tempi non sospetti. Sono quattro anni, infatti, che la sanità pubblica è sotto attacco dalla gestione di Silveri, un direttore che dà la massima importanza ai bilanci, mettendo in secondo piano le persone e la nostra salute, oltre che i beni comuni di questa città. Noi del 3e32, forse più di tutti, siamo stati costretti in questi anni a difendere in prima linea e senza tregua la città anche dall’arroganza di Silveri. Lo abbiamo fatto, ad esempio, proteggendo l’area di Collemaggio dall’abbandono intollerabile da parte dell’Asl, che continua pervicacemente a ignorarne il progressivo degrado, con la complicità silenziosa del Comune. Un’area che per questo motivo continuiamo a presidiare, accendendola con le nostre sole energie e senza un centesimo dal settembre del 2009, con l’esperienza di Casematte: ancora oggi una delle poche realtà che, attraverso attività culturali, sociali e politiche, porta avanti un progetto di rinascita e valorizzazione dell’intera zona. Per questo il manager Silveri ci ha portati in tribunale, ricattandoci con la richiesta di folli cifre di risarcimento per danno d’immagine..... L’unico danno che noi abbiamo provocato», continua la nota, «è stato quello di aver messo sotto gli occhi di tutti l’incompetenza e la volontà di svendere o privatizzare Collemaggio. A tal proposito pensiamo che la città abbia il diritto di sapere se l’area è già stata cartolarizzata e come mai, a distanza di 5 anni dal terremoto, il processo di ricostruzione di Collemaggio non è stato ancora nemmeno pianificato. Il Comune, poi, nonostante anni di promesse fatte da ogni parte politica, non è stato ancora in grado di attivare un processo partecipativo su questo tema centrale per il futuro di tutta la città. Siamo curiosi di vedere se, con il nuovo governo regionale, qualcosa cambierà davvero e se si riuscirà ad avviare un serio confronto tra cittadini, associazioni e istituzioni sul futuro di Collemaggio. Noi continuiamo a portare avanti la nostra idea con ostinazione: Collemaggio può e deve diventare un laboratorio per un modello di ricostruzione che metta al centro le persone, la cultura, il sociale, la salute di comunità, l’ambiente, ospitando e creando sinergie tra le esperienze più vive del nostro territorio. Un luogo a partire dal quale la nostra città possa rilanciarsi attraverso il lavoro, attivando processi che valorizzino l’innovazione e la creatività».

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