Collemaggio, il teatro dei giochi solari

17 Agosto 2019

Nella basilica centinaia di persone accorse per osservare il fenomeno valorizzato dai recenti restauri post-terremoto 

L’AQUILA. Tutti col naso all’insù, cellulari e macchine fotografiche pronte a immortalare l’evento. E poi, poco prima delle 20, finalmente, l’effetto completo, salutato da un applauso delle centinaia di persone accorse a Collemaggio. Èbastato il passaparola. Don Nunzio Spinelli, rettore della basilica, aveva promesso che avrebbe tenuto aperto. E, finalmente, a Ferragosto molti aquilani hanno potuto vedere coi propri occhi quell’effetto di luce nascosto per secoli. Al tramonto del giorno dedicato all’Assunta, le immagini proiettate dei tre rosoni di Collemaggio finiscono in punti specifici della basilica. Mentre il rosone di destra proietta la sua luce al centro del mausoleo dedicato a Celestino V, il rosone centrale proietta la sua immagine proprio in corrispondenza del finestrone dell’abside, creando una figura di luce con una grande aureola in corrispondenza della testa. L’effetto solare era praticamente sconosciuto ai viventi. Prima del sisma del 2009, infatti, un arco trionfale costruito insieme al soffitto barocco rimosso con i restauri del 1974, aveva di fatto dimezzato la proiezione del rosone. È stata Maria Grazia Lopardi a scoprire l’effetto luminoso, visitando le rovine di Collemaggio subito dopo il sisma. Dopo lunghe discussioni, si è scoperto che l’arco trionfale che ostruiva la luce in realtà non era affatto un arco, ma una specie di ellisse schiacciata. Fu organizzata anche una raccolta di firme. Senza cambiare i punti di imposta dell’arco, è quindi bastato renderlo circolare per salvare il gioco di luce. «Lo scorso anno l’associazione Panta Rei aveva offerto un concerto di musiche di Bach con l’arpista Antonella Ciccozzi», ricorda oggi Lopardi, «ma le nuvole avevano rovinato l’effetto». La gnomonica è una scienza che permetteva già agli antichi egizi di costruire orologi solari. Ma quando Collemaggio fu costruita, eventuali effetti di luce non avrebbero potuto esserci il 15 agosto, ma almeno una settimana prima. La “precessione degli equinozi”, lo spostamento dell’asse terrestre di poche frazioni di grado ogni secolo, e l’adozione del calendario gregoriano, hanno sincronizzato i giochi di luce col giorno dell’Assunta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA