Collemaggio, l’Asl vuole sistemare l’ex dipartimento di prevenzione

9 Agosto 2021

Va avanti l’iter per restauro e miglioramento sismico della palazzina B9 dell’ex ospedale psichiatrico A disposizione due milioni di euro per uffici dirigenziali, sportelli aperti al pubblico e sale riunioni

L’AQUILA. Va avanti l’iter per la ricostruzione (più precisamente restauro e miglioramento sismico) della palazzina denominata B9 che si trova all’interno del complesso di Collemaggio (ex ospedale psichiatrico). Nello scorso mese di maggio era stato dato il via libera al progetto di fattibilità di un’altra palazzina, la B7, quella che aveva ospitato la direzione generale. Pochi giorni fa il nuovo direttore generale dell’Asl Ferdinando Romano ha firmato una delibera con la quale ha approvato il progetto di fattibilità della palazzina B9 dove c’era il dipartimento di prevenzione. Per la ristrutturazione sono disponibili oltre 2 milioni di euro. La delibera dà il via libera “agli interventi da realizzare” e in particolare fissa “la destinazione complessiva dell’edificio oggetto di intervento, nonché la distribuzione interna dei locali, fermo restando eventuali modifiche e aggiornamenti tecnici che potranno scaturire durante l’esecuzione dei successivi livelli di progettazione”.
DESTINAZIONE. Nell’atto si ricorda che “l’area dell’ex presidio di Santa Maria di Collemaggio è definita dal Piano regolatore dell’Aquila come zona per attrezzature socio-sanitarie. Tale zona è destinata quindi ad attrezzature sanitarie comprese le attività complementari a quella sanitaria in senso stretto, come le sedi amministrative, di ricerca, per convegni e per pubbliche relazioni e ad attrezzature assistenziali, come case per anziani, per studenti, collegi, colonie, mense, convitti. La palazzina B9, che in origine era stata adibita a padiglione per i malati “tranquilli” del complesso psichiatrico, ben si presta a essere inserita all’interno delle strutture di staff e di supporto tecnico amministrativo dell’Ente. Il processo di ristrutturazione degli edifici del presidio di Santa Maria di Collemaggio, insieme all’intervento di demolizione e ricostruzione dell’edificio denominato ex Inam in via XX Settembre, s’inserisce con grande coerenza all’interno degli obiettivi dell’Ente, così come riportati nel Piano annuale di organizzazione aziendale”.
IL PROGETTO. “La soluzione prescelta”, si legge ancora nella delibera, “in linea anche con i criteri di protezione patrimoniale vigenti sull’intero complesso, mira al mantenimento della struttura originaria della palazzina B9, nonché alla fruizione degli spazi da parte degli utenti, con una profonda attenzione alle disabilità e alle incapacità motorie e sensoriali. Sono stati ricavati, infatti, dei servizi igienici per i portatori di handicap, inesistenti nello stato di fatto, in tutti i livelli del fabbricato. La soluzione proposta prevede il mantenimento degli ingressi al fabbricato, quello principale sul fronte Sud, e quelli secondari sui fronti Est e Ovest. Al piano terra, in prossimità dell’ingresso, è situato uno spazio front office dedicato al pubblico, da cui l’utente sarà indirizzato verso le strutture di interesse. Si accede ai piani superiori attraverso il corpo scale originario, in cui è presente un corpo ascensore per un collegamento privo di barriere architettoniche. La scansione degli uffici, per tutti i livelli, è dettata dalla maglia strutturale dell’edificio in muratura portante: ne risultano ampi locali utilizzabili per 2-4 postazioni di lavoro, in funzione delle necessità dell’Ente. Nell’ultimo livello del fabbricato è previsto un ufficio per dirigente-responsabile, direttamente connesso a una sala riunioni, al fine di snellire le tempistiche organizzative. Al piano secondo si replica lo schema distributivo del primo livello, con l’unica eccezione dell’inserimento dell’ufficio per dirigente-responsabile e una sala riunioni. Al piano seminterrato saranno collocati i locali tecnici, con accesso direttamente dall’esterno, e gli archivi, con accesso dai piani superiori del fabbricato. Compatibilmente con la natura e la vocazione del manufatto il progetto contempla dunque l’inserimento di: un ufficio dirigenziale, 38 uffici per un totale di 90 postazioni, una sala riunioni, due sale per stampanti-sala server. L’utilizzo delle contropareti, realizzate a secco, consentirà da una parte l’inserimento delle reti tecnologiche evitando tracce e tagli sulle murature consolidate, dall’altro faciliterà ogni eventuale futura esigenza di manutenzione o variazione”.