Collemaggio, proposte alternative

1 Giugno 2019

De Santis alla Provincia: «Sì alla ricettività turistica e al polo museale»

L’AQUILA. «No al Conservatorio, sì al Museo della Perdonanza». Lo afferma il capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio comunale Lelio De Santis.
«Il Consiglio di Stato», spiega il consigliere, «ha sbloccato la procedura di gara, risolvendo il contenzioso tra le ditte concorrenti, per il restauro edilizio dell’ex monastero di Collemaggio per un importo complessivo di 18.200.000 euro ad opera del Provveditorato alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna. È una bella notizia per la città dell’Aquila, che potrà tornare a fruire di una struttura edilizia di grande pregio artistico e storico, facendo di Collemaggio un’area di notevole valore e di grande attrattività sul piano urbanistico, ambientale e culturale».
Il problema, adesso, secondo De Santis, è quello di pensare a quale sia «la migliore destinazione di questa importante struttura edilizia al fine di indirizzare il recupero allo scopo specifico, con interventi mirati».
Il ministro Toninelli ha annunciato che la destinazione sarà quella di sede del Conservatorio di musica, ma, sostiene l’esponente Idv, «senza un minimo di condivisione con le istituzioni locali, ma ha avuto la ferma e contraria risposta da parte del direttore del Conservatorio, Giandomenico Piermarini, che ha evidenziato le criticità e i limiti oggettivi che rendono inidonea la struttura a ospitare il Conservatorio. Per evitare che regnino confusione e incertezza sull’opportuna destinazione, che condizionerebbe anche i lavori di restauro, invito il presidente della Provincia proprietaria della struttura, Angelo Caruso, e il sindaco Pierluigi Biondi a condividere la migliore soluzione possibile e la migliore destinazione, in relazione alle esigenze della città e al tipo di valorizzazione immaginata per l’area di Collemaggio».
De Santis, che è consigliere anche alla Provincia, annuncia che si farà «parte attiva per addivenire in tempi brevi a questa necessaria decisione, in una logica di visione di uno sviluppo organico e appropriato di tutta l’area di Collemaggio. Personalmente, ritengo che l’ex monastero possa essere un pezzo importante e qualificante di un mosaico urbanistico ed ambientale che, insieme con la basilica, fa di Collemaggio il luogo principe della città sul piano religioso, turistico e culturale, luogo destinato al ricordo e alla valorizzazione della figura di Celestino V. La struttura potrebbe essere destinata, in parte a sede del Museo della Perdonanza, in cui raccogliere e custodire tutte le testimonianze della vita di celestino V, e in parte alla ricettività turistica religiosa per fedeli, visitatori e scolaresche».