Colucci: la lotta continua con coraggio

12 Ottobre 2017

Il presidente dell’Ordine prende le distanze da Forgillo: «È amaro sapere che qualcuno vuole gettare la spugna»

AVEZZANO. Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Franco Colucci, prende le distanze rispetto alla presa di posizione del presidente del tribunale, Eugenio Forgillo, critico nei confronti di Csm e istituzioni per i tagli e per la latitanza riguardo alla situazione di grave crisi in cui versa il tribunale di Avezzano, di cui è presidente.
«Ci troviamo ad avere una procura che lavora e un tribunale fermo per mancanza di organico», ha dichiarato Forgillo, «sto per gettare la spugna le istituzioni ci hanno abbandonato e di tutte le lettere che ho inviato al Csm non ho mai avuto risposta».
Chiarissima la replica di Colucci. «È amaro il significato che si può cogliere nelle dichiarazioni del presidente del Tribunale», spiega, «ci è stato detto che data la situazione, se ne va. Non è però il momento di gettare la spugna e abbandonare il campo per il fatto che la situazione è diventata difficile. Nelle scorse settimane, dopo il trasferimento di giudici e altro personale, la struttura giudiziaria di Avezzano è stata potenziata con l’assegnazione di tre magistrati tirocinanti di cui due messi a disposizione del tribunale e uno alla Procura».
«Questi arrivi non risolvono i problemi», aggiunge Colucci, «ma ciò non dovrebbe essere motivo di polemica verso il Consiglio superiore della magistratura o nei confronti delle istituzioni anche politiche che sia a livello statale che regionale e comunale sono costantemente vicine certamente almeno agli avvocati marsicani nelle iniziative a tutela del Tribunale nonché alla gente marsa ed alle esigenze del territorio. Gli avvocati della Marsica, consapevoli che il tribunale appartiene alla collettività, in continuo contatto con le categorie dei cittadini, continueranno con forza e coraggio comunque a difenderlo come finora hanno incessantemente fatto. Nessuno pensava che la dura lotta fosse finita ed è amaro sapere che non tutti sono pronti a continuarla».
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