Come affrontare il dolore

29 Giugno 2018

Iniziativa all’ex Onpi promossa da Vado e Ordine Psicologi

L’AQUILA. «Oggi mi sono ferito, Per vedere se riuscivo ancora a provare qualcosa. Mi concentro sul dolore. L’unica cosa reale». Hurt, la canzone dei Nine inch nails, resa immortale dalle versioni di Johnny Cash e David Bowie, si presenta come un’indagine sul dolore e sulla percezione di esso. Quella stessa indagine che è stato oggetto del recente incontro, formativo e informativo, promosso dall’associazione Vado e dall’Ordine Psicologi Abruzzo, all’interno dell’hospice “Casa Margherita” in via Capo Croce, all’interno della struttura diretta dal professor Franco Marinangeli.
Si è parlato di «relazioni in cui ci si ammala e di relazioni in cui si guarisce» in un confronto inerente alla gestione del dolore, la comunicazione con il malato cronico e terminale e la resilienza familiare. «Appare sempre più evidente», hanno spiegato gli organizzatori, «l’utilità di diffondere nozioni e informazioni riguardanti il trattamento del dolore su un piano farmacologico e della sofferenza da un punto di vista psicologico, soprattutto considerando le importanti innovazioni dovute alle ricerca medica a riguardo». Un confronto su più livelli. «Abbiamo tirato in ballo varie esperienze frutto del nostro lavoro quotidiano», ha spiegato la psicologa Sara Cappelli. «Dallo studente incapace di riprendere in mano la sua carriera universitaria perché ha subìto dei traumi in famiglia, alle persone che hanno sollievo nell’affrontare il dolore fisico, quando il giusto approccio al problema può potenziare la resilienza».
Come affrontiamo quanto ci sta colpendo? Come rispondiamo alle emozioni che ci travolgono nelle situazioni stressanti o impreviste? Queste le domande a cui gli esperti, tra cui anche l’altra psicologa Giorgia Manilla e la dottoressa Anna Testa – specializzanda in anestesia e rianimazione – hanno cercato di dare una risposta.
Direttamente connessa a tale argomento è l’importanza di saper comunicare con una persona malata con dolore cronico o acuto che affronta una patologia importante quale Sla, neoplasia o Alzheimer. Un accento sulla rilevanza e l’urgenza di essere chiari, espliciti e adeguatamente aperti ad accogliere dubbi o delucidazioni sono elementi che consentono l’apertura verso un approccio olistico adeguato al momento che si sta affrontando. «Consegue così la prerogativa di fornire informazioni riguardanti le modalità organizzative e di risposta, della persona malata e della famiglia alla condizione patologica e alle dinamiche che da essa scaturiscono». (fab.i.)
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