Comitato scuole sicure: insulto da Morelli

Polemica sulle affermazioni del viceministro: «L’Aquila non va presa a modello per la ricostruzione»
L’AQUILA . “L’Aquila esempio nazionale per la ricostruzione delle scuole? Un insulto». I rappresentanti del comitato “Scuole sicure”, Silvia Colacicchi, Tommaso Cotellessa e Massimo Prosperococco rispondono duramente alle affermazioni del viceministro delle infrastrutture Alessandro Morelli, in città martedì scorso. «Il viceministro ha affermato che per quanto riguarda la ricostruzione delle scuole, L’Aquila può essere presa come esempio a livello nazionale», spiegano, «ci piacerebbe molto poter confermare queste parole ed esultare insieme all’onorevole, ma purtroppo siamo costretti a smentire le sue affermazioni. Continuiamo a veder crescere generazioni di studentesse e studenti all’interno di moduli provvisori, oppure in edifici che non danno garanzie di resistere a eventuali sollecitazioni sismiche. In ogni caso, oggi vivono una condizione di precarietà che non meritano, e lo stesso vale per gli insegnanti e per tutta la città». Il comitato, infatti, da anni si batte in tal senso. «Per questo abbiamo dialogato con molte istituzioni chiedendo che nella fase della sua rinascita la città potesse ottenere nuove scuole belle e sicure», continuano i tre rappresentanti. «A oggi non possiamo ancora dire di avercela fatta. Tutte le cariche dello Stato, a partire dal presidente della Repubblica, hanno mostrato solidarietà alle nostre battaglie, fino a riconoscere le attuali carenze della scuola nella nostra città come una assenza dello Stato. Per questo, le parole di Morelli non solo ci sorprendono, ma ci insultano, facendo sembrare vane tutte le nostre battaglie». Il comitato ricorda come le scuole ricostruite nell’intero comune siano solamente due. «Non è possibile affermare che la scuola aquilana può essere di esempio per quanto riguarda la ricostruzione, ma diciamo con forza che la scuola aquilana deve essere presa a esempio malgrado la ricostruzione», concludono gli esponenti del comitato, «perché da anni, mentre le istituzioni si arrabattano per cercare di far sembrare la situazione migliore di quella che è, migliaia di insegnanti, studentesse e studenti continuano a fare scuola in condizioni di disagio, precarietà e insicurezza. Morelli è decisamente rimandato, speriamo che si applichi altrimenti non possiamo salvarlo dalla bocciatura».
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