Comizi e appelli finali per il voto Ma Stornelli finisce in quarantena

19 Settembre 2020

Il candidato di Avezzano bene comune a cena con Acerbo (positivo), in isolamento parte dello staff Urne aperte domani dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Possibile il ballottaggio il 4 e 5 ottobre 

AVEZZANO. Il coronavirus irrompe nella campagna elettorale e alla vigilia del voto di domani (dalle 7 alle 23) e lunedì (dalle 7 alle 15). Scatta la quarantena per il candidato a sindaco Nicola Stornelli e per il suo staff dopo una cena con Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione comunista, risultato positivo al Covid e ricoverato a Pescara. Alla cena ad Avezzano anche Marco Fars, segretario regionale del partito. Il capolista di “Avezzano bene comune”, docente di storia e filosofia, ieri è stato avvisato dall’Asl, insieme ad alcuni membri della sua squadra, che avevano partecipato mercoledì scorso a un appuntamento elettorale con il segretario regionale del Prc. «Sono stato messo in quarantena precauzionale insieme ad alcuni miei collaboratori dopo la cena di mercoledì insieme ad Acerbo», commenta Stornelli, «voglio rassicurare tutti sulle mie condizioni di salute. Sto bene e non ho alcun sintomo. La prossima settimana effettuerò il tampone come disposto dalla Asl. Spero di poter votare». Preoccupazione condivisa anche da alcuni stretti collaboratori di Stornelli.
Ieri si sono tenuti gli ultimi appuntamenti elettorali, prima del silenzio di oggi. Ad aprire i comizi in piazza Risorgimento è stato Mario Babbo. «Ricordatevi i sacrifici che abbiamo fatto», ha sottolineato, «nottate a lavorare per questa città, a parlare con le persone, a scrivere programmi con la voglia di cambiamento e con l’onore di cambiare veramente Avezzano. Qui vince chi cambia, Avezzano agli avezzanesi». Il motto di Babbo.
La seconda a parlare in piazza Risorgimento è stata Anna Maria Taccone. L’aspirante primo cittadino ha acceso i riflettori su scuola, digitalizzazione, difficoltà economica, ecobonus e altro.
«Abbiamo alle spalle un momento terribile», ha commentato, «e proprio nei momenti difficili abbiamo bisogno del contributo di tutti e di una cittadinanza attiva il più possibile. Qualunque sia la vostra preferenza vorrei invitarvi ad andare a votare perché c’è bisogno di esprimere la presenza di ognuno di noi, a partire dal voto».
Sempre in piazza Risorgimento ha parlato Antonio Del Boccio, introdotto da Leonardo Rosa, ex amministratore, e da Pierluigi Palmieri.
«Abbiamo un nucleo industriale dove si è solo chiuso, dimenticato da tutti, a parte in questi giorni», ha ricordato, «possibile che noi dobbiamo far morire i capannoni e non sfruttare i terreni invece di darli ai ragazzi che vogliono intraprendere un’attività industriale? È meglio avere un meccanico o un artigiano che un capannone chiuso. Proponiamo una defiscalizzazione, miglioriamo le infrastrutture e vedrete che gli investitori arriveranno». A chiudere la giornata dei comizi è stato Gianni Di Pangrazio che ha parlato alla città in serata.
«Dobbiamo far ripartire la politica da Avezzano», ha evidenziato, «abbiamo lavorato con tante persone per fare dei progetti importanti, ognuno ha fatto il suo partendo dall’ascolto dei cittadini, delle associazioni e di chi vive Avezzano. Abbiamo fatto un programma orgoglioso che può essere realizzato se c’è la collaborazione di tutti voi. Di tutte quelle persone esperte che oggi ci mettono la faccia per la loro città. Serve la partecipazione di tutti, serve una sinergia costante e continua con tutti quanti voi».
Questo il messaggio di Di Pangrazio, che ha chiuso il comizio improvvisando un balletto.
Fine campagna elettorale con un viaggio nei quartieri per il leghista Tiziano Genovesi, accompagnato anche dall’ex consigliere regionale ed ex 5 Stelle, Gianluca Ranieri, candidato in una delle liste di Genovesi. «La città deve essere unita, fare un fronte unico per la rinascita dopo due consiliature che hanno distrutto Avezzano», ha dichiarato Genovesi, «e quartieri e frazioni, finora dimenticati, devono essere il centro di una città sicura, serena e produttiva. È pronto un piano di riqualificazione delle periferie e appena mi insedierò istituirò la consulta di frazioni e quartieri per seguire gli interventi che cambieranno volto al degrado e alla insicurezza sociale».