Commerciante disperato: sono sul lastrico

16 Febbraio 2021

Raiano, il 55enne malato e senza lavoro: «Qualcuno mi aiuti, la mia casa rischia di finire all’asta»

SULMONA. Malato e senza lavoro rischia di perdere la casa e di finire sul lastrico. Tutto acuito dalla crisi economica innescata dalla pandemia.
«La banca non mi concede altro tempo per risolvere i miei problemi economici e di lavoro»: è quanto denuncia Domenico Spadafora, 55 anni, residente a Raiano. Andato in sofferenza economica, e dopo una malattia (che sta ancora curando), Spadafora aveva acceso tre mutui, due per la ditta ortofrutticola di cui è titolare e uno per la casa.
Attraverso il Centro lancia un appello nella speranza di poter risolvere i propri problemi.
«Quando mi sono ammalato, e tuttora sono in terapia, non ho potuto più pagare il mutuo per la ditta», racconta il 55enne commerciante, «ho fatto un compromesso con l’istituto di credito, versando 250 euro al mese, finché non avessi trovato un nuovo lavoro. Arrivata l’emergenza coronavirus, ho chiesto alla banca di poter sospendere i versamenti del mutuo della casa», riprende Spadafora, «prima hanno accolto la mia richiesta, poi l’hanno rifiutata, dicendomi che non rientravo nelle disposizioni previste dal decreto del governo, perché disoccupato già prima dell’emergenza sanitaria. Una vera ingiustizia».
Trascorsi alcuni mesi, la banca chiede a Spadafora il pagamento di settemila euro per il mutuo della ditta in modo da risolvere momentaneamente il problema. Spadafora chiede tempo per reperire la somma.
«Sono riuscito a trovarne cinquemila, ma nel frattempo la banca ci ha ripensato mettendomi in sofferenza anche il mutuo della casa regolarmente pagato, chiudendo il conto e non permettendomi di poter versare le rate mensili», sottolinea l’imprenditore di Raiano.
«Non capisco perché la banca ha agito in questo modo, pur sapendo che stava facendo una forzatura», aggiunge l’uomo, «ora mi ritrovo praticamente sul lastrico con la casa che andrà all’asta nonostante abbia sempre pagato. Non so più a che santo votarmi», conclude il 55enne, «spero che la banca ci ripensi e mi consenta di poter onorare i debiti in maniera tale da poterli pagare». (c.l.)
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