Commerciante e famiglia minacciati

Il titolare del negozio di caccia e pesca in via Pescara preso di mira per la terza volta da atti intimidatori al locale
SULMONA. Un gesto inquietante, il terzo nel giro di una settimana, messo in atto nei confronti di una famiglia sulmonese. Padre e figlio, titolari di un negozio di articoli per caccia e pesca lungo via Pescara, nei pressi della Villa comunale, sono finiti nel mirino di qualcuno che da un paio di settimane li sta tormentando con continui gesti intimidatori.
L’ultimo ieri mattina, quando hanno trovato la saracinesca e i muri del locale imbrattati di vernice spray rossa e blu. Scritte illeggibili e strani simboli, che hanno fatto salire a mille la tensione, tanto che i titolari hanno avuto una crisi di nervi e di pianto. «Sono anche dei vigliacchi, perché se hanno da dire qualcosa me lo devono dire in faccia, e non facendo quattro scarabocchi sulla saracinesca del negozio», afferma il padre mentre si dà da fare per rimuovere i segni di vernice dal negozio.
Sul posto è stata chiamata una Volante della polizia per i rilievi. I poliziotti dopo aver eseguito alcuni controlli, hanno invitato il più giovane dei titolari a raggiungerlo in commissariato per raccontare meglio la vicenda e per denunciare il fatto. «È la terza volta in due settimane che veniamo presi di mira», interviene Stefano Ranucci, con le lacrime agli occhi, «non riesco a capire quale sia il movente di questi atti, visto che io non ho debiti con nessuno e sono in buoni rapporti con tutti».
È stato lo stesso proprietario a scoprire l’accaduto quando, ieri mattina, è andato ad aprire il negozio: «La scorsa settimana avevano fatto la stessa cosa, scrivendo però che dovevo pagare i debiti. Pagare cosa, io non devo niente a nessuno e sto a posto con la mia coscienza. Come non riesco a capire il danneggiamento che mi è stato fatto al furgone, un finestrino laterale mandato in frantumi, sempre nei giorni scorsi. Evidentemente c’è qualcuno che ce l’ha con me e con la mia famiglia e non riesco a capire chi possa essere e perché».
Poi, avviandosi a piedi, ha raggiunto il commissariato di via Sallustio, per depositare la querela, per il momento contro ignoti, per denunciare l’accaduto e raccontare anche i particolari degli altri due episodi che lo hanno interessato. Sempre in mattinata la polizia si è recata in Comune per acquisire le immagini del circuito di videosorveglianza cittadino in quanto ci sono tre telecamere proprio a pochi metri dal negozio, che potrebbero essere utili – se non decisive – per arrivare all’individuazione del responsabile. La polizia si sta muovendo a 360°, perché sospetta che dietro a questi fatti si possa nascondere qualcosa di grave.
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