Commerciante morta due anni fa a Tagliacozzo: fu un omicidio e non un suicidio?

19 Ottobre 2014

La famiglia di Maria Teresa Campora, 44 anni, si oppone all'archiviazione e la Procura riapre il caso: trovato Dna di 2 persone

TAGLIACOZZO. Uccisa con più coltellate al cuore mentre tentava di difendersi? Con questo inquietante interrogativo, dopo due anni, si riapre il caso sulla morte di Maria Teresa Campora, commerciante 44enne di San Donato di Tagliacozzo, trovata agonizzante nel suo orto l’8 settembre 2012. Gli accertamenti iniziali avevano fatto protendere verso il suicidio, tanto che era stata chiesta l’archiviazione dell’inchiesta. Il gip Maria Proia ha riaperto le indagini alla luce dei rilievi eseguiti dal Ris e dei risultati emersi dall’autopsia, restituendo gli atti al pm Vincenzo Barbieri. La famiglia della vittima non ha mai creduto a un suicidio e ha chiesto al legale, Rosita Di Lorenzo, di presentare opposizione all’archiviazione. Se tale ipotesi fosse confermata, sarebbe il secondo delitto irrisolto nella piccola frazione, dopo quello di 25 anni fa in cui fu assassinata a martellate un’altra commerciante del paese, Anna Rita Di Domenico.
LE PUGNALATE. Il cuore della donna, titolare del negozio di alimentari, secondo l’autopsia, sarebbe stato trafitto più volte. Un contesto incompatibile con l’ipotesi del suicidio. Come avrebbe potuto avere la forza di infliggersi diverse coltellate al petto? La commerciante ha inoltre riportato anche una frattura della costola, difficilmente compatibile, secondo il gip, con un gesto autolesionista data l’esile corporatura della donna. Spingendo il coltello contro il torace, aiutandosi con l’albero che aveva vicino, non avrebbe mai potuto avere la forza di fratturare la costola.
UNGHIE E DNA. Sotto le unghie della donna è stato trovato materiale biologico, sia nella mano destra, sia nella sinistra. Secondo le analisi del Dna, eseguite dal reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, si tratta di pelle umana di due diversi soggetti e con un diverso profilo genetico, uno appartenente a un uomo e uno relativo a una donna. La commerciante, prima di morire potrebbe essersi difesa. Il corpo, inoltre, presentava anche dei lividi dietro le braccia, come se fosse stata afferrata da qualcuno.
LE INDAGINI. Al momento del ritrovamento la donna era agonizzante. Indossava un paio di jeans e una maglietta, sollevata fino al petto. I carabinieri quel pomeriggio hanno ascoltato il marito della donna e hanno trovato nell'auto, parcheggiata a pochi passi, un biglietto con scritto: «Lascio tutto come vuole papà».
L'ALTRO DELITTO. Il caso si intreccia in modo inquietante con l'altro delitto di San Donato, quello di Anna Rita Di Domenico, avvenuto il 23 novembre 1989. Una notte un infermiere, padre di Maria Teresa, fu bloccato da alcuni incappucciati mentre tornava a casa. Con una pistola alla tempia gli intimarono di fare il nome dell’assassino della tabaccaia.

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