Commercio, affari in calo del 30% Grido d’allarme degli operatori

17 Agosto 2024

I negozianti parlano di una città «completamente spopolata d’estate e poco attrattiva per i turisti» «Non c’è concertazione, la categoria per nulla coinvolta nella programmazione degli eventi»

AVEZZANO. Un duro atto d’accusa alle istituzioni da una parte dei commercianti di Avezzano. Stavolta l’allarme riguarda le poche presenze estive in città, «spopolata» a detta di tanti, giudicata «poco attrattiva», con ricadute sulle attività cittadine, che registrano cali importanti nelle vendite, nell’ordine del 30%. E per alcuni il dato è anche peggiore.
Tra le critiche mosse agli amministratori l’assenza di dialogo con gli stessi commercianti e con le associazioni di riferimento. A loro dire non c’è stata concertazione, né condivisione delle strategie di rilancio del centro in chiave stagionale. E ora l’appello è a una visione comune, che tenga conto della voce della categoria.
VENDITE DIMEZZATE
«Parliamo di uno spopolamento totale, a tutte le ore del giorno». Ha affermato Gianni Napoleone, coordinatore del Comitato commercianti del centro città, che riporta dati preoccupanti. «Il 50% in meno delle vendite rispetto all’estate scorsa», spiega. «Vorrei si cercasse di riflettere sui tanti ostacoli che le persone incontrano per arrivare in città, che è sempre più isolata tra sottopassi chiusi e isole pedonali. Purtroppo ci troviamo di fronte a una politica che allontana invece di accogliere», conclude Napoleone.
CITTà MENO ATTRATTIVA
Stesse difficoltà riscontrate dal “food & beverage”.
«Già a partire da giugno c’è stata una flessione importante. Luglio è andato peggio del solito e agosto, rispetto al passato, fa registrare una netta diminuzione di presenze turistiche. Siamo diventati poco attrattivi anche per i paesi limitrofi». È l’interpretazione di Giuliana Di Pasquale, titolare della storica torrefazione “Stella” e vicepresidente del Comitato.
ZERO COMUNICAZIONi
Riccardo Savella, presidente della Federazione Moda L’Aquila, sposta invece la riflessione sulle dinamiche gestionali degli eventi che interessano il centro cittadino.
«Preferisco non esprimermi sul dato delle presenze nel centro città, che al massimo può essere una conseguenza. Quello che va rivisto è l’agire alla base. La categoria non è stata minimamente coinvolta nella fase di programmazione degli eventi estivi. Lì si crea il corto circuito». Analisi condivisa dall’imprenditrice Michela Lazzaro titolare dell’omonimo brand. «Ciò che dispiace è che non c’è un’organizzazione chiara. Quando ci sono eventi veniamo avvertiti all’ultimo momento e non abbiamo incentivi di alcun tipo dall’amministrazione. L’unica iniziativa messa in campo è stata quella in occasione del Giro d’Italia. Impossibile fare affidamento sulle presenze turistiche, tanto che ho riscontrato un down delle vendite intorno al 20-30%».
L’APPELLO Ad AGIRE
«Tra le soluzioni c’è di certo un’attenta programmazione anticipata, almeno di qualche mese, condivisa con associazioni di categoria, cittadini e commercianti. Bisogna creare una nuova cultura di vivere il centro». È la visione di Mauro Orfanelli, titolare del bar la Conca d’Oro. E l’appello a “fare meglio” arriva anche dall’imprenditore Emilio Carmignani, a capo dell’attività di famiglia, inaugurata nel lontano 1953. «Ho adottato un’altra visione, meno polemica e, si spera, risolutiva. Appurato il momento che la città attraversa, con un 30 per cento in meno di avventori rispetto alla scorsa estate, ritengo necessario agire in prima persona. Noi commercianti dovremmo unirci per cercare insieme una soluzione, congiuntamente alle istituzioni, che devono riconoscere il problema e sostenerci».
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